venerdì 13 aprile 2012

Musica Maestro ! (terza parte)

Nel 1964 mi trovavo a Londra per motivi di studio, come dimostrano queste foto:





Devo ammettere che forse non appaiono abbastanza convincenti, ma vi assicuro che lo studio era lo scopo principale di quel soggiorno.
L'epoca della festicciole domenicali, delle prime cotte, del ballo del mattone erano ormai alle spalle. Finita la scuola ci eravamo tutti dispersi, chi alla ricerca del primo lavoro, chi all'università, chi a compiere il servizio militare.
Io avevo scelto di iscrivermi a Milano alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, perchè desideravo tanto imparare l'inglese. Per tanti anni, attraverso l'ascolto dei dischi dei cantanti americani, mi ero costruita un gruzzoletto di vocaboli che però, così slegati, non mi avrebbero mai portato a niente.
Il corso di laurea era duro e per superare gli esami non bastavano ore e ore di esercitazioni in aula. Quel che ci voleva era una full immersion.
Per una ragazza di provincia come me quel viaggio era ovviamente carico di aspettative, ma non potevo allora immaginare che mi avrebbe condotto in un luogo che proprio negli anni '60 tornava ad essere l'ombelico del mondo.

Li riconoscete? Certo che sì. Sono i mitici Beatles!!
Verso la fine del 1963 erano apparsi in Italia i primi 45 giri che non avevano catturato la mia attenzione, mentre in Inghilterra proprio quell'anno esplodeva la popolarità di questo gruppo rock, nato in uno scantinato di Liverpool solo qualche anno prima.
Nel '63 la band aveva ormai raggiunto il suo assetto definitivo: John Lennon, Paul Mac Cartney, George Harrison e Ringo Starr.


Nel '64 era uscito il disco A Hard Day's Night , seguito dal film omonimo.

A Londra c'erano locandine ovunque: ad ogni fermata d'autobus, nella metropolitana, sul retro dei double-deckers.
Ricordo che una domenica pomeriggio con la mia amica Fausta avevamo deciso di assistere alla proiezione del film; arrivate nelle vicinanze del cinematografo osservammo sbigottite la coda ordinata di spettatori che si stava formando davanti alla biglietteria, un serpentone che si avviluppava intorno agli edifici per isolati interi!!
Bastava un attimo per immaginare quale sarebbe stato lo scenario in Italia in una stuazione analoga......

Il film , che aveva come colonna sonora il disco omonimo, in realtà era un documentario che raccontava 36 ore della vita frenetica dei 4 musicisti ed era un vero e proprio tributo a quello che era ormai un fenomeno di massa, la beatlesmania.
Nonostante i miei vent'anni sentivo di avere ben poco in comune con quelle ragazzine isteriche vittime di una forma di delirio collettivo.
A posteriori si può dire senza dubbio che i Beatles abbiano veramente segnato un'epoca inconfondibile nella musica, nel costume, nella moda e ancora oggi gli esperti di comunicazione si interrogano su come e perchè tutto ciò possa essere accaduto. Da parte mia ho seguito il loro percorso artistico fino alla fine degli anni '60, ma nel loro repertorio ho amato di più le canzoni melodiche di Paul Mac Cartney, come Yesterday, Michelle, ecc.


5 commenti:

  1. io, invece, che 20 anni non li avevo ancora, ero proprio maniaca! Con la Babba avevamo TUTTI i dischi dei Beatles e li ascoltavamo ininterrottamente! Quando sono venuti a Milano, poi, non ci siamo perse il concerto, anche se avevamo i biglietti per un posto così lontano, che non abbiamo visto quasi niente!
    I loro cd li ho ancora tutti.....

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    1. Io ho la collezione completa di tutti i loro album a 33 giri. I CD li ho comprati dopo; a parte gli eccessi isterici, anch'io li ho sempre apprezzati e li apprezzo ancora, ovviamente con la pacatezza di chi ha una certa età.....

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    2. Quel 24 Giugno del 65 c'ero anch'io a Milano,ho dovuto accompagnare mia sorella che aveva solo 16 anni se no i miei non l'avrebbero mandata da sola.
      Non ricordo quasi niente salvo una forte tensione che si sprigionava nell'aria man mano che si avvicinava la loro apparizione sul palco. Nel leggere alcuni articoli usciti il giorno dopo sui giornali sembra che quella di Milano sia stata la più partecipata.
      Riporto qui una piccola nota trovata in internet sui prezzi di allora:
      I Beatles arrivano al Velodromo Vigorelli a bordo di un camioncino rinforzato all’interno da stanghe di ferro massiccio. Due le esibizioni. La prima di pomeriggio, alle 17. Fa un gran caldo, intorno ai 37 gradi. Al primo concerto assistono 7 mila persone, 20 mila a quello delle 21. In tutto, novantasei minuti di esibizione. Costo dei biglietti: da 750 a 3.000 lire (un giornale costa 50 lire, un caffè 60, per comprare un lp ne occorrono 1.800). Incasso: 18 milioni nel pomeriggio più 40 la sera.
      Angelo

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  2. A chi lo dici ? Io ho adorato la lingua inglese e ho scelto di studiarla perchè vivevo di Frank Sinatra , Elvis e poi loro... i magnifici , inimitabili Beatles .Ho insegnato l'inglese più con le loro canzoni che con i libri di testo , sono stata criticata amata e odiata ... quante avventure ... ma ho sempre pensato che dovevo partire dalla musica per insegnare una lingua così musicale ..
    Oh che ricordi anch'io delle vacanze studio nell'United Kingdom . prima da studentessa poi da national leader
    Correva l'anno .. Beh meglio sorvolare

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  3. sorvoliamo sull'età...alle medie e al ginnasio in quegli anni l'unica lingua straniera sempre e comunque era il francese. Anche io ho amato e amo tantissimo i Beatles ma mia mamma faceva l'ostruzionismo sostenendo che la loro non era musica,ma strimpellamento di pianoforte. Quanti anni.....

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