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martedì 3 marzo 2020

L'uncinetto

Le origini della lavorazione all'uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del nord e del sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia.

Si pensa che i primi lavori di questo tipo siano stati fatti con le dita, che venivano usate per creare i cappi e riprendere i punti; col passare del tempo si sarebbe sviluppato uno strumento simile all'uncinetto moderno, realizzato prima in legno, osso o bambù e successivamente in avorio e ambra.

Il lavoro più antico simile all’uncinetto proviene dal Jutland, si tratta di una sorta di berretto di lana, che secondo gli scienziati risale all’incirca a 3100 anni fa.

In Italia se ne ha traccia nel XVI secolo nei conventi, era molto usato dalle suore per impreziosire addobbi sacri:  le suore lo usavano per realizzare con filati molto sottili preziosi pizzi, addobbi e paramenti sacri. 

Non impiegò molto a diffondersi nelle cattoliche Spagna e Irlanda. Fu qui che Eleanore Riego de la Branchadière, signora di origine francese, rimase colpita dalla delicatezza dei lavori delle suore di un convento di Dublino, tanto da “assorbirne” e perfezionarne le abilità; non contenta, parlò dell'arte dell'uncinetto nella sua rivista e pubblicò ben undici libri contenenti schemi di conversione da pizzo ad ago e merletto a tombolo all'uncinetto.
 Pare che fu la signora francese a inventare il pizzo d’Irlanda che a seguito della carestia del 1848 divenne il principale supporto economico del Paese.

Alle volte l'uncinetto è stato lavorato su fini uncini con filati molto fini che producevano un delicato tessuto simile a trine, oppure è stato lavorato con filati più spessi su grossi uncini dando origine ad un tessuto compatto e denso.

Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani che lo usavano per fabbricare i copricapi dei loro capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli.









































lunedì 11 settembre 2017

Per non dimenticare l'estate.



Se avete un giardino, piccolo o grande che sia, non rinunciate al piacere di coltivare ortensie; sono piante generose, senza pretese, i cui fiori , una volta essiccati, possono tenervi compagnia per tutto l'inverno.





Le ortensie amano la mezz'ombra e abbondanti annaffiature nelle giornate più calde. Quando è nato il mio giardino, più di quarant'anni fa, sono state le prime piante da fiore che ho messo a dimora, forse perché mi ricordavano il giardino della mia infanzia. Alcune mi ripagano ancora adesso per tutta l'estate, altre sono state sostituite, ma vecchie o nuove che siano, per me sono una compagnia a cui non potrei rinunciare.




















Se seguirete il mio consiglio, troverete in rete tutte le indicazioni necessarie per una corretta coltivazione delle ortensie : terreno, esposizione, concime, annaffiature, potatura, ecc. Io mi considero solo una dilettante di lungo corso in tema di giardinaggio, e tutto ciò che posso dire con certezza è che prendersi cura del giardino comporta lavoro, fatica e qualche sacrificio, tutto ampiamente ripagato con gli interessi dalla serenità e dalla bellezza che il giardino sa dare.

Se invece già avete delle ortensie in giardino e desiderate essiccarle per qualche composizione invernale da tenere in casa, ricordo che questo è il periodo ideale, perché ora le ortensie iniziano a defiorire ma non sono ancora appassite.




Dopo aver individuato le più belle, recidete il ramo che le sostiene con un coltello affilato o con delle forbici, all'altezza di circa 20/30 centimetri e togliete tutte le foglie.
Fate un mazzetto di tre o quattro rametti, legateli ben stretti con una corda o un nastro e appendeteli a testa in giù in un ambiente buio, fresco e arieggiato. Nel giro di un paio di settimane le ortensie saranno pronte per una bella composizione.




Per praticità io seguo un procedimento un po' più semplice che comunque, visti i risultati, funziona : taglio e pulisco i rami dalle foglie e li metto direttamente in un cesto di paglia o in un ampio vaso di ceramica, ovviamente a testa in su, e piano piano le ortensie si adattano  alla dimensione "casalinga".

Sia che siate dotati di particolare talento artistico o di un'accesa fantasia , sia che siate  a caccia di idee sono certa che troverete la soluzione giusta per tenervi compagnia.











 

venerdì 12 maggio 2017

Sacchetti profumati



Questa immagine proposta da Angelo qualche anno fa e tornatami sotto gli occhi di recente, mi ha fatto venire voglia di provarci, anche se notoriamente sono una pasticciona...ma non sembra difficile! Di solito mi limito a mettere dei chiodi di garofano in una ciotolina da lasciare appoggiata su un mobile, mentre nei cassetti infilo qualche saponetta molto profumata; ma adesso vorrei "crescere" e fare qualcosa di meglio.
Qui sopra ci sono vari suggerimenti, a seconda del profumo che si desidera avere in casa : di rosa, di lavanda, di erbe aromatiche.
Ho curiosato qui e là per sapere come fare e su un vecchio numero di Donna moderna ho trovato quello che fa per me.





Bisogna preparare dei fazzolettini di cotone leggero, magari ricamati, oppure si può ricamare della tela aida per personalizzare il sacchetto.
 Si mette  un po' di riso in una ciotola e ci si aggiunge qualche goccia di olio essenziale.






 Per quanto riguarda la scelta dell’olio essenziale con cui realizzare la fragranza dei sacchettini, secondo l’aromateria ogni ingrediente profumato contiene determinate proprietà: le note agrumate, come bergamotto, limone, arancio e pompelmo, sono fresche e intense e servono per dare energia e sprint al corpo e alla mente. Le note speziate, come rosa, vaniglia, pepe, cannella e incenso, sono ricche e inebrianti ma anche dolci, e favoriscono la spiritualità: queste sono le più adatte per chi ama i profumi esotici e decisi. Infine se si desidera un effetto rilassante andranno benissimo lavanda e melissa.





A questo punto si aggiunge al composto un chcchiaino di sale fine o di bicarbonato, che serve ad asciugare il composto, a catturare gli odori e a tenere lontano muffa e umidità.
Per dare un tocco di colore si aggiungono petali o piccoli fiori secchi, come lavanda, maggiorana, cedro, melissa, rosa, menta, limone o qualche pezzetto di cannella, chiodi di garofano, anice stellata o quello che si preferisce. Anche un potpourri, se piace.
Si mette un po' di composto ben mescolato sul fazzoletto e lo si chiude con un bel nastrino colorato. Ecco pronti i sacchetti per armadi e cassetti.




Se i sacchetti sono un regalo per un'amica, è più carino che siano personalizzati e allora si può ricamare sulla tela l'iniziale della persona o il disegno del fiore che maggiormente lo profuma .









Se invece si è brave col lavoro manuale, si possono personalizzare i sacchetti in maniera più originale, a seconda della propria fantasia