mercoledì 26 luglio 2017

Sfumature di viola: lilla, glicine e ciclamino

Partiamo dal fatto che ogni colore ha una varietà infinita di sfumature sia naturali, che create, in pittura, mescolando varie tonalità dei colori base. Quello che si può ottenere è una meravigliosa gamma di colori ai quali è difficile dare un nome specifico in quanto lo si dovrebbe cambiare man mano la sfumatura vira verso qualche altro colore....il viola, per esempio, diventa rosso, rosa, azzurro, blu passando per sfumature tra le più belle esistenti in natura.
Se non mi sbaglio, il colore che può essere definito viola è questo, anche se non saprei dire se il "vero" viola sia quello che tende al rosso o quello che tende al blu:























E poi ci sono le sfumature più leggere. Il glicine, per esempio, che dal viola va verso l'azzurro.














o il color ciclamino, che si pone tra il viola e il rosa



















Il lilla è un colore della gamma del viola. Può infatti essere considerato come un viola chiaro, illuminato. Il nome deriva dai fiori di lillà, che hanno questo colore nella varietà più comune. In altre varietà il colore può essere però più scuro o più chiaro, sino ad arrivare al bianco.Il lilla viene a volte associato all'omosessualità, in quanto colore intermedio tra il rosa (femminile) e il blu (maschile). Nel linguaggio dei colori il Lilla rappresenta un amore sincero e privo di interessi, anche se diretto semplicemente ad amici.











Posso avere sbagliato la collocazione delle immagini nelle varie denominazioni dei colori...il fatto è che non sono proprio sicura di dove vadano messe. Poco male, vero?
Se interessa, vedere anche:  http://ilclandimariapia.blogspot.it/2013/02/il-colore-viola.html
http://ilclandimariapia.blogspot.it/2015/07/lametista-e-il-colore-viola.html e gli articoli relativi a viole, glicine, lillà, lavanda, ecc.

martedì 25 luglio 2017

Il castello di San Salvatore dei conti di Collalto

Il Veneto è una della regioni italiane che apprezzo particolarmente, forse perché lì ho trascorso alcuni anni significativi della mia vita.
Dal mare alle montagne la regione offre non solo paesaggi dolcissimi, tra morbide colline ricche di vigneti, fiumi che raccontano pagine di storia e di cultura, boschi che mutano il loro colore nelle diverse stagioni, ma anche ospitalità e gentilezza.
Lontano dalle mete turistiche più frequentate, ci sono posti non troppo conosciuti che mi piace  raccontare prima ancora di averli visitati, perché sono comunque lì, in una lista di desideri che prima o poi potrebbero realizzarsi visto che  non sono impossibili.
La storia del complesso che vedete in questa immagine è indissolubilmente legata ai Collalto, un'antichissima famiglia di origine longobarda che tra il XII e il XIII secolo da Treviso si trasferì su questo colle, dove costruì, in posizione strategica per il controllo dei guadi  sul Piave, il castello di San Salvatore. Col tempo all'interno delle sue mura sorse un borgo e alla fine del Medioevo,  la contea, con le terre circostanti, era una delle più estese nel nord della penisola.



Durante il lungo periodo della Pax Veneta , dal '400 al '700, tutto il territorio della Serenissima visse una lunga stagione di benessere economico e sociale, in cui si raggiunse una straordinaria qualità della vita, che si manifestò anche in campo artistico. Il castello di San Salvatore si trasformò gradualmente in residenza signorile in cui ospitare poeti, pittori, musicisti e letterati, come Monsignor Giovanni della Casa noto per il suo celebre Galateo, o la più famosa poetessa del Cinquecento, Gaspara Stampa, che nelle sue  Rime cantò il suo straziante amore per il conte Collaltino.







Nela seconda metà del Settecento, l'ambizioso conte Odoardo fece costruire un imponente palazzo a dimostrazione del proprio potere e prestigio. Sia negli interni  che nel cortile  della dimora domina lo stile rococò, con statue provenienti dalle più note botteghe del Veneto.








Con l'Ottocento inizia il declino del castello che consegnerà al secolo successivo un palazzo signorile ormai segnato dal tempo , appoggiato al grande torrione medievale.





 Purtroppo durante la Prima Guerra Mondiale la  posizione strategica sul guado del Piave  pone il complesso al centro di cruenti battaglie tra gli eserciti italiano ed austriaco e nel 1918 San Salvatore offre un'immagine desolante di palazzi e mura gravemente danneggiati.

Nel secondo dopoguerra tuttavia viene avviata un'appassionata opera di restauro da parte del conte Rambaldo per ridare vita a questo straordinario patrimonio storico- artistico e alle soglie del nuovo millennio San Salvatore, le sue terre, i suoi vigneti si presentano in tutto il loro splendore.