sabato 25 febbraio 2017

Barba e capelli

Ormai la primavera è alle porte e già si comincia a respirarla : il settore giardinaggio dei centri commerciali si è riempito improvvisamente di primule gialle, rosse e blu, pompate per l'occasione, che appena le porti a casa nel giro di due ore sono già mosce. 
 
 
Anche all'aperto comunque si notano i sintomi di un imminente risveglio e già si vedono squadre di giardinieri con vanga e rastrello, intenti a riordinare i grandi rondò che nei prossimi mesi daranno un bel segno di benvenuto a chi verrà a visitare le nostre città.
 
 
La cura dell'arredo urbano è a mio parere un segno di civiltà, così come la manutenzione degli edifici pubblici, specie se di valore artistico, delle piazze , delle statue, delle fontane e così via.
 
 
A questo proposito ho letto che a Bruxelles, un esponente della cosiddetta Street Art, Geoffroy Mottart, dopo aver notato l'indifferenza dei passanti nei confronti delle statue collocate nei parchi e nei giardini pubblici della città, ha pensato bene di dare loro un tocco di vivacità e di colore , così da richiamare non solo l'attenzione e l'apprezzamento del pubblico  nei loro confronti ma anche nel contesto in cui sono collocate.
In pratica ha rifatto loro barba e capelli con i fiori, quanto basta per rompere la monotonia della quotidianità.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vi sembra un'idea irriverente ? Secondo me non lo è. Quello di Mottard  è un omaggio fresco e spiritoso di cui questi personaggi illustri , troppo a lungo imprigionati nel grigiore urbano, gli sono sicuramente grati.
 

 

venerdì 24 febbraio 2017

A tavola!

Mettersi a tavola con un gruppo di amici è una delle attività più piacevoli che si possano immaginare: mangiare è un piacere da condividere  e se la tavola, oltre ad offrire cibi buoni per il gusto, offre anche un'apparecchiatura gradevole alla vista, ci si trova in una situazione invidiabile.
I manuali di bon ton per un'apparecchiatura perfetta sono moltissimi e se ci si mette a studiarli, francamente, si riesce spesso a confondersi le idee. Quindi affidiamoci al buon senso, al buon gusto e al piacere della convivialità, dimenticando complicate geometrie di piatti, bicchieri e posate. Mettiamo quello che serve, su una tovaglia ben pulita e ben stirata e se mancherà qualcosa....ci alzeremo a prenderlo!
Così, solo per curiosità, riporto una breve storia dell'apparecchiatura trovata su: http://www.salabar.it/node/118.

Fino al Medioevo le portate erano disposte tutte in tavola contemporaneamente e ogni commensale era libero di servirsi di ciò che desiderava. Non vi erano abbinamenti gastronomici, né un ordine prestabilito dei piatti. Le pietanze erano già porzionate per essere liberamente mangiate con le mani, tagliate anche davanti ai commensali dalla figura dello scalco, in seguito denominata trinciante; infatti l’introduzione della forchetta a tavola nell’uso attuale risale alla seconda metà del Settecento (prima la si conosceva ma era usata come attrezzo di cucina). Il bicchiere non era collocato sulla tavola, ma veniva porto di volta in volta al commensale dal bottigliere, l’antenato del sommelier, e subito ritirato.
Nel Rinascimento il pasto cominciò ad avere una struttura che prevedeva più portate: un servizio di credenza iniziale, uno o più servizi di cucina e un servizio di credenza finale; ogni portata comprendeva molte preparazioni, anche 40 o 50.
I servizi di credenza erano composti da piatti freddi, dolci e salati, preparati in anticipo dal credenziere. I servizi di cucina si collocavano tra i servizi di credenza iniziali e finali, ed erano cibi caldi, più o meno numerosi e ricchi a seconda dell’importanza della casa.

I modo principali di servire a tavola erano due:
Alla francese:  Tutte le pietanze erano disposte direttamente sulla tavola, spesso disposte su scenografiche alzate (erano denominati trionfi) e sempre presentate in modo ricco e vistoso. Per tale scopo i tavoli erano molto larghi (oltre che lunghi) e riccamente decorati con supporti mobili ma anche fissi.
Gli ospiti entravano nella sala dei banchetti solo quando il tavolo era imbandito. 
Alla russa:A differenza di quello alla francese, con il servizio alla russa gli ospiti all’inizio trovano una tavola riccamente apparecchiata con piatti, tovaglioli, bicchieri e posate, grandi centri tavola in argento, cristallo e specchi, alzate varie, ma nessuna preparazione, o, al massimo, gli antipasti freddi. Le varie pietanze vengono quindi servite di volta in volta dai camerieri a tutti i commensali, dopo essere state presentate e porzionate davanti ai convitati.

Il servizio alla russa è quello più pratico ed è arrivato fino ai giorni nostri. Bene o male, quando aspettiamo gli amici, prepariamo la tavola apparecchiata e solo quando arrivano e si siedono, serviamo loro quello che abbiamo preparato.
L'apparecchiatura dipende dal gusto di ciascuno di noi e dall'occasione per cui ci si trova. Di seguito una serie di suggerimenti, trovati qui e là nel web.