martedì 17 gennaio 2017

L'isola di Gozo

Qualche giorno fa ho conosciuto per caso da una trasmissione tv le meraviglie naturali di Gozo , isola dell'Arcipelago Maltese,  situato geograficamente  in territorio italiano.

 
 
Una leggenda racconta che a Gozo, che Omero chiama Ogigia, la ninfa Calipso trattenne prigioniero Ulisse per sette anni e ancora oggi si può vedere la grotta in cui la ninfa viveva. Pur essendo vicina ad una spiaggia molto frequentata, non ci sono abitazioni intorno alla caverna perché, sempre secondo la leggenda, lo spirito di Ulisse abiterebbe ancora lì e di notte produrrebbe strani lamenti....
 
 
Leggende taroccate a parte, oggi Gozo è un'isola tranquilla, e sia pure con un passato burrascoso alle spalle fatto di saccheggi e scorribande di pirati per via della sua appetibile posizione geografica, è in grado di offrire al turista serenità e accoglienza, oltre a meravigliosi paesaggi naturali, fondali marini cristallini, storia e archeologia.

Le immagini parlano da sé :


















Il complesso megalitico di Gigantia  fu eretto tra il 3600 e il 3000 a.C. dalla popolazione locale. E' composto da due unità, una di fianco all'altra.Viene definito comunemente tempio, anche se non si sa ancora esattamente quali rituali venissero praticati al suo interno.








Le immagini più suggestive a mio parere però sono quelle delle saline che si trovano sulla costa settentrionale dell'isola.














Scavate nella roccia della costa, le saline rappresentavano un tempo l'attività principale dell'isola. Del resto fin dall'antichità il sale era considerato una merce di scambio preziosa, tanto da essere definita oro bianco.
Ancora oggi, grazie a una tradizione centenaria tramandata da alcune famiglie del posto di generazione in generazione, continua la raccolta del sale, anche per soddisfare la curiosità dei turisti.

lunedì 16 gennaio 2017

Misterioso e divertente

Si tratta di questo libro:




Qualche giorno fa Mianna me l'ha (ri)dato, dicendomi che glielo avevo prestato tempo addietro. Lo guardo: no! Non è mio, questo libro. Non l'ho mai comperato e non l'ho mai letto. 
Eppure, dice Mianna, i libri sei solo tu che me li presti, quindi....
Penso: forse me l'aveva dato mia sorella e io glielo ho passato prima di leggerlo. Ma mia sorella crede che il libro non sia suo: nemmeno lei l'ha mai letto. Io, però, so che lei compra tanti libri e, quando si sente accerchiata perchè non ha fatto in tempo a leggerli tutti, me li passa in anteprima. E se anche io mi sento accerchiata, magari, li dò a Mianna che li legga intanto che io ne smaltisco altri.
Mah? Comunque l'ho letto, prima di renderlo a mia sorella, e mi sono divertita parecchio.

Ecco il risvolto di copertina:
Amedeo Consonni, il pensionato con il talento di trovarsi coinvolto negli imbrogli più singolari, entra in scena in mezzo a un bagno di sangue. Si trova a impugnare il coltello che affonda nella bianca carne di una bella ragazza immersa nell’acqua di una vasca color profondo rosso. E per giunta, un misterioso portatore di gemelli da polso del Milan lo immortala con un flash nella posa compromettente che lo identifica come un assassino.
Che ne penserà la professoressa Angela Mattioli, la sua compagna? Per l’occasione si dimenticherà della sua tradizionale tolleranza. Ed è il timore della polizia, e forse ancor di più quello dell’irosa Angela, a costringere Amedeo a trasformarsi in un fuggiasco, a tin gersi i capelli e a prendere altre identità. Ha capito che o si salva da sé scoprendo il vero assassino o stavolta è pro prio perduto. Così non trova altro complice che l’ottantenne Luis De Angelis, che ha testa solo per il suo spider BMW 24 valvole, ma anche un po’ per lucrare sulle disgrazie altrui. Intanto la Casa di ringhiera cade sotto le mire speculative di una coppia di architetti alla moda. Seguirà il perenne parapiglia che coinvolge tutti: un crescendo di chiasso e tragedia da molto rumore per nulla. E con la suspense della soluzione finale, tanto più catartica quanto più l’enigma è una moltiplicazione di ipotesi.

Il gusto letterario di Francesco Recami è quello di mettere in gioco tutti gli elementi di un giallo, un po’ alla Chandler un po’ alla Agatha Christie con odori di quotidianità in cui starebbe a suo agio Maigret, per poi mostrarli ironicamente come frutto di sbagli e malintesi. Ma a poco a poco, con il passo dell’investigatore che scioglie indizi. Perché la vera genesi del crimine di ogni giorno è che: «Tutti vogliono farsi i fatti degli altri, ma nessuno vuole che gli altri si facciano i suoi».

Insomma questo è un giallo-non giallo, ironico, leggero. E' un concentrato di situazioni assurde e divertenti, con un finale alla "pantera rosa" dell'ispettore Cluseau.
Il protagonista, infaticabile ricercatore di guai, è simpatico, genuino. E anche gli altri personaggi sono davvero "vivi". Sarà per la parlata tipicamente lombarda, sarà per il disincanto con cui affrontano la vita e attraversano la realtà piuttosto squallida delle periferie in cui vivono, ma sono decisamente realistici.

Ho scoperto che questo non è un libro a se stante, ma fa parte  di una lunga serie, che ne comprende anche uno, che forse è l'ultimo......sarò costretta a leggerli tutti!

domenica 15 gennaio 2017

Una festa giapponese


Il Giappone è un paese molto lontano da noi e sui suoi costumi, sul suo vissuto noi sappiamo pochissimo, oserei dire niente. Siamo abituati a vedere pullman interi di turisti che fotografano qualsiasi cosa, ma difficilmente parliamo con qualcuno di loro. Lingua e scrittura incomprensibili per noi. E usare l'inglese non è sempre facile.Ultimamente è di moda mangiare in ristoranti di cucina giapponese, ma non è che questo ci insegni molto di un popolo. Un popolo che ha certamente una cultura antichissima e raffinata, che forse non ha nulla da invidiare alla nostra.Io ho un amico in facebook, Toshiharu Nakao, che pubblica diverse fotografie molto belle, che spesso ci raccontano usanze e tradizioni giapponesi. Senza pretendere di capire tutto, voglio condividere la serie che ha pubblicato oggi, che racconta un festival dove le persone vanno a pregare in tre templi. Immagino sia una festa di buon augurio per l'anno nuovo. Guardate: le ragazze accendono candele, , giungono le mani, pregano. Cosa c'è diverso fra loro e noi?


“Hida Furukawa Santera Mairi” 飛騨古川三寺まいり


Santera Mairi is a festival in Gifu Prefecture. People to visit three temples.

































Il 15 gennaio nella prefettura Gifu, a Hida sulle rive del fiume Seto, ogni anno si svolge la cerimonia della visita ai tre templi della città di Furukawa, che si chiama Santera Mairi.

Questa festa si tiene da più di trecento anni. Nei tempi passati le ragazze che lavoravano nelle seterie della prefettura Nagano, tornavano alla città natale e si abbigliavano per il festival. Questo evento serviva ai giovani per conoscersi e ai genitori per trovare l'eventuale moglie per i propri figli. Oggi si pensa che questa festa sia un'occasione romantica per i visitatori dei tre templi.

sabato 14 gennaio 2017

Snoopy...il nostro.

Qualche anno fa avevo raccontato su questo blog la lunga storia di quei cani - mi piace di più chiamarli amici - con cui avevamo felicemente condiviso la nostra vita domestica a partire dal 1975, l'anno in cui era nato Maxi, il nostro secondogenito.

La storia arrivava al 2014, quando Bread e Butter, i due meticci che Fabio aveva raccattato per strada più di 15 anni prima, erano ancora con noi , sia pure stanchi e acciaccati. Non avevano più l'energia per correre nel prato, magari per spaventare quella povera colomba che a volte scendeva a dissetarsi alla fontana. Se ne stavano pazienti, accucciati sui loro cuscini, aspettando la fine con grande dignità. Noi invece aspettavamo quel momento con l'animo diviso fra amore e pietà, sperando che arrivasse in punta di piedi, di notte, senza dolore.

In realtà le cose andarono diversamente, perché verso la fine di quell'anno Bread, che era sempre stato il più robusto, fu colpito da un tumore maligno fulminante che rese necessaria una decisione sgradevole ma inevitabile, per evitargli un'inutile sofferenza.
La stessa scelta si rese necessaria l'anno dopo per Butter, ormai quasi completamente cieco e incapace di muoversi con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare.
 
Adesso riposano in un angolo appartato del giardino in compagnia degli amici che li hanno preceduti e che resteranno per sempre nei nostri ricordi.
 
A volte si sente dire :"Mai più, si sta troppo male quando se ne vanno..." ed è comprensibile, ma così facendo si rinuncia anche a tutta quella gioia, quella tenerezza, quell'allegria che nasce dal rapporto con questi amici , che rispetto agli umani hanno molte virtù: non mentono, non tradiscono, non dimenticano, NON DISCUTONO !!!!!
 
Devo ammettere che anch'io mi sentivo restia ad iniziare una nuova "avventura". Le mie energie, soprattutto quelle mentali, stanno notevolmente calando e prendersi cura di un cucciolo è molto impegnativo.
Pensavo di aver sistemato la faccenda mettendo cuccia, ciotole, guinzagli e giochini vari in un bel cartone da relegare in solaio e invece...
 
Il vuoto si sentiva e Fabio  aveva incominciato in primavera a guardarsi intorno, nei canili della zona e in internet, fintanto che un giorno, BINGO, trovò quello che cercava: una signora, dalla Calabria, stava cercando di collocare una nutrita cucciolata di meticci. Cercava persone che fossero disposte a prendersi cura di queste creature di cui lei stessa si sarebbe occupata per almeno due mesi, provvedendo a tutte le operazione richieste , documenti, vaccinazioni e quant'altro, per una corretta adozione.Il tutto gratuitamente.
 
 
 
Fabio , bianconero da una vita, non ebbe difficoltà a scegliere il suo cucciolo, indovinate quale...
 
 

La signora Claudia aveva già scelto il nome per ciascuno dei cuccioli e a quello che sarebbe diventato nostro era stato assegnato il nome di BoH !!



Boh era un cucciolo felice perché poteva prendere il latte dalla sua mamma, giocare con i suoi fratelli e ricevere tante coccole.







Presto tutti i cuccioli furono adottati . I genitori adottivi, quasi tutti residenti al nord, erano sempre in contatto con i piccoli via internet e potevano seguire tutte le fasi della loro crescita.
Finalmente il 13 novembre del 2015 un camion opportunamente attrezzato arrivò dalla Calabria, con tanto di documenti al seguito, per consegnare i cuccioli ai rispettivi genitori. Inutile dire che al momento della partenza la signora Claudia aveva versato un bel po' di lacrime....




Questa è la prima foto di Boh nella nostra casa. Il suo profile tondeggiante ci fece pensare subito a Snoopy e così è stato registrato definitivamente all'anagrafe canina.

Snoopy ha un carattere dolcissimo e si è fatto subito amare da tutti. Perfino la veterinaria il primo giorno in cui lo ha visto, ha voluto immortalare il suo faccino.



Snoopy è ormai con noi da più di un anno ed una delle esperienze più belle che ci ha regalato la vita. E' cresciuto ovviamente e il suo profilo si è allungato, ma è sempre bello,allegro e di buon umore. Contrariamente a quanto fanno di solito i cuccioli, non ha mai combinato guai  e non è mai stato difficile prendersi cura di lui.
Da parte sua ci dà una carica di energia e di allegria. Gli piace farsi accarezzare, cerca e dà tenerezza, ascolta e con il suo sguardo intelligente  è riuscito perfino a migliorare i rapporti interpersonali in famiglia.
Come non amare un cane , hops, un amico così !!