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lunedì 5 novembre 2018

Villa Luisa




A pochi chilometri fuori città, sulla strada che porta al Lago d'Iseo c'è Villa Luisa, così almeno sta scritto in maniera un po' dimessa sul cancello d'ingresso.




 
Addossata alla collina e circondata da filari d'uva vestiti coi colori dell'autunno, questa dimora assomiglia a una vecchia signora, bella ed elegante in gioventù, ma ora sulla via del tramonto.
 
 
 
 
 
 


 
 
Ho cercato di scoprire la sua storia ma non ho trovato niente di significativo sul  suo passato, eppure deve averne avuto uno importante ; lo stesso quotidiano,  che promuoveva la mostra evento nel fine settimana, la citava genericamente come villa palladiana, senza aggiungere altro.
 
 
 
 
Non solo la villa, ma anche il grande giardino antistante, stimolano la fantasia ad immaginare tempi passati di ricchezza e splendore , ma mostrano poi le tracce di una malinconica decadenza .
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

Ovviamente il mio giudizio è superficiale : il piano nobile non è aperto al pubblico e, per quel che so, potrebbe essere fantastico, così come posso ben immaginare quanto debba essere costoso e complesso il restauro dell'intero edificio.
 
A parte il filo di tristezza per chi è stato relegato dietro l'angolo, oggi a Villa Luisa, oltre al bel cielo azzurro  e al sole tiepido, c'è aria di vita perché è stato organizzato un evento.
 
 
 
 
 
Lo so, corro il rischio di apparire pedante, ma per me il termine Arte è da prendere con le molle, perciò preferisco dire che qui , oggi, sono presenti creatività e fantasia.

 
 
 
 
Da apprezzare sono certamente i lavori in legno, materiale che adoro, esposti nel laboratorio


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
così come l'originalità delle tecniche alternative nelle coltivazione delle piante o nella lavorazione di altri materiali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 Quanto al brocante, ci sono in esposizione e vendita oggetti d'arredamento e capi d'abbigliamento che mi sembrano familiari ... molto simili ahimè a quelli che ho ancora nell'armadio... 
 
Decisamente anticonvenzionale l'arredamento del giardino : c'e sicuramente spazio per una piscina nel prato, ma dev'essere sembrato più originale metterci una barca. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La cosa più bella ? I frutti di questa secolare magnolia.
 
 
 
 

 
La cosa più buona ?
 
 
 
 
 
 

Il grande valore della sapiente tradizione contadina !!
 

A parte la curiosità "sospesa" per mancanza di notizie sulla storia della villa, che spero di poter soddisfare a breve, è stato gradevole e rilassante  restare  a Villa Luisa per un paio d'ore .
 
 
 
 
 
 

 

mercoledì 11 ottobre 2017

Domenica d'ottobre



Metti un cielo azzurro, come sa essere un cielo d'ottobre dopo una giornata di vento; metti acqua di lago, calma e trasparente, metti campanili snelli che salgono ad incontrare il cielo; metti un'arte antica e sapiente, tramandata da mani pazienti e metti quattro amiche che decidono di incontrarsi per scambiarsi pensieri e ricordi, esperienze e opinioni : ecco come nasce una bella domenica d'ottobre.




Il Lago di Mergozzo anticamente era l'estrema punta del braccio occidentale del Lago Maggiore, ma da circa cinque secoli ormai le continue inondazioni e alluvioni del fiume Toce hanno formato un lembo di terra che divide i due bacini.







A Mergozzo vive Chiara, una cara amica, a cui facciamo visita appena possibile.

Baveno è una celebre  e ridente stazione climatica sulla sponda occidentale del Lago Maggiore e dista da Mergozzo solo una decina di Kilometri o poco più.









A Baveno, dal 7 al 15 ottobre, si tiene una mostra di lavori a punto croce a cura della delegazione locale dell'Associazione Nazionale  del Punto Croce.







Dindi, Mianna e Lella sono amiche di vecchia data e , interessate all'arte del punto croce, hanno visitato insieme in passato numerose mostre, in Italia e all'estero. E' da un po' di tempo però che hanno perso questa simpatica consuetudine  e allora... allora si va a  Baveno , e visto che Mergozzo è proprio dietro l'angolo, passano a prendere Chiara per visitare insieme la mostra di ricami a punto croce.


La mostra si tiene in una grande e luminosa sala parrocchiale, posta con altri edifici sacri  in un bel piazzale in posizione panoramica sul lago.


















Anni fa con Dindi ero già venuta a visitare una precedente edizione  di questa mostra di punto croce  e ricordavo bene l'abilità di questo gruppo di ricamatrici.

Come in tutte le mostre di questo genere, i temi e i soggetti riportati sulle tele sono numerosi, secondo il gusto di chi li realizza; ne consegue che ogni visitatore li apprezza e li valuta in funzione dei propri gusti personali. Ciò che non può essere comunque ignorato è la perfezione dell'esecuzione che, andando oltre la semplice passione, dimostra la disciplina con cui l'arte del ricamo può definirsi tale.

Poiché la maggior parte dei lavori è protetta da lastre di vetro, non è facile evitare i riflessi di luce nel fotografarli. Speriamo comunque che le immagini che seguono rendano omaggio alla creatività, all'abilità e alla pazienza di chi persegue l'obiettivo del bello.





























































































Al termine della visita, fatti i doverosi complimenti alle organizzatrici ed esecutrici dei lavori esposti, e un po' forse anche contagiate dal loro entusiasmo, torniamo ad ammirare il bel panorama del lago, e ci concediamo un pranzetto con i fiocchi assaporando il piacere della reciproca compagnia.