mercoledì 16 gennaio 2019

Shakespeare & Company

Da qualche tempo a questa parte, navigando in rete, mi capita spesso di incontrare notizie relative a biblioteche o semplici librerie che hanno alle spalle interessanti storie da raccontare.
Come per una specie di contagio, le stesse storie si ritrovano quasi contemporaneamente in diversi blog personali oppure in riviste on line, con approfondimenti storici, folkloristici, letterari e non è sempre facile verificare l'attendibilità di ciò che viene raccontato.
Recentemente, ad esempio, mi sono imbattuta nella storia di una libreria di Parigi che si chiama Shakespeare & Company dal passato molto interessante.

La sua storia viene da  lontano: qualcuno la racconta a ritroso, altri cronologicamente dalla nascita, comunque sia è una storia che si colloca perfettamente nel fermento cosmopolita e letterario di una città come Parigi in cui nel primo dopoguerra si incontravano  scrittori e artisti americani ed europei come Hemingway, Joyce, Picasso, Modigliani, Cocteau, Dali, Fitzgerald con la moglie Zelda e tanti altri.
 
A Parigi nel 1919 si era trasferita anche Sylvia Beach, una giovane ed intraprendente americana che decise di aprire una libreria specializzata in letteratura anglo americana, a cui diede il nome di Shakespeare and Company, prima in Rue Dupuytren, poco dopo trasferita in Rue de l'Odéon.

Shakespeare & Company però non era solo una libreria, ma anche un centro culturale, una sala di lettura, una biblioteca gratuita, perché Sylvia dava una tessera di prestito a coloro che non avevano denaro per acquistare i libri. Sulle pareti erano appesi i ritratti o le foto di scrittori famosi che si erano incontrati proprio qui.
 
 
Durante la Seconda Guerra Mondiale,quando Parigi fu invasa dai nazisti, a differenza di altri suoi connazionali, Sylvia non lasciò la capitale, ma fu presto costretta a chiudere la libreria e a nascondere i suoi libri.
 
Quando la guerra terminò, il mondo era del tutto cambiato, come stordito dagli orrori di quel conflitto, e la libreria Shakespeare and Company non riaprì mai più, tuttavia.....
 
Qualche anno dopo, nel 1951, sulla riva sinistra della Senna, al n.37 di Rue del la Bécherie, veniva aperto un piccolo negozio di libri in lingua inglese. Si chiamava Le Mistral e il suo proprietario era un giovane americano, George Whitman, che aveva studiato alla Sorbona.
 
Nel 1964 il negozio cambiò  il suo nome in Shakespeare and Company per celebrare i quattrocento anni dalla nascita di William Shakespeare, ma soprattutto per onorare, a due anni dalla morte,  la memoria di Sylvia Beach, che con la sua libreria tanto aveva fatto per la diffusione della cultura nella capitale francese.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'ammirazione per questa eccezionale libraia da parte di Whitman era tale da scegliere lo stesso nome per la figlia. E' Sylvia Whitman che oggi gestisce la libreria che, inutile dirlo, è una delle più frequentate di Parigi.
 
 
 
 
Sul sito web della libreria , vengono sottolineate tutte le peculiarità di questa grande libreria, volute dallo stesso Whitman.
La più curiosa , a mio parere, è la presenza  dei tumbleweeds, giovani scrittori che  vivono per qualche tempo nel negozio gratuitamente ( e ciò spiega la presenza di letti e poltrone ) con un triplice impegno quotidiano  : 1. scrivere una pagina biografica al giorno; 2.leggere un libro al giorno; 3. dare una mano in negozio se occorre.
Sembra che oggi i tembleweeds scarseggino, ma nel corso della sua storia in negozio ne sono passati ben 30.000.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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