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sabato 11 luglio 2020

Statisti pittori

Non so se ricordate che parecchio tempo fa avevo parlato in un post di Adolf Hitler pittore, considerando che, anche se come artista valeva meno di zero, forse sarebbe stato un bene per l'umanità se si fosse dedicato alla pittura piuttosto che alla politica.(https://ilclandimariapia.blogspot.com/search?q=adolf+hitler)

Oggi scopro che altri statisti di un certo livello si sono dilettati di arte...per esempio Winston Churchill e George Bush.
Leggo qui:https://www.artribune.com/dal-mondo/2017/07/churchill-pittore-ma-solo-per-amore-di-vivien-leigh-allasta-un-suo-dipinto-per-la-famosa-attrice/






In mezzo alla sua tumultuosa carriera politica, Winston Churchill riusciva comunque a trovare il tempo per la pittura, che con il cinema fu la grande passione della sua vita. Un pittore dilettante, eppure apprezzato in particolare per i paesaggi e le nature morte. E una di queste, Rose in un vaso di vetro, fu il dono per l’attrice americana Vivien Leigh, della quale lo statista fu sempre innamorato, nonostante la donna fosse sposata con il collega Sir Laurence Olivier.




La Leigh mostrava tuttavia di gradire le attenzioni di Churchill, e il quadro con le rose finì addirittura nella sua camera da letto, luogo intimo per eccellenza. I due si conobbero nel 1936, per tramite del produttore britannico Alexander Korda, sul set del film Fire over England, di cui l’attrice era protagonista, un’amicizia durata fino al 1965, anno della scomparsa di Churchill. I cui meriti politici, anche in chiave della lotta antinazista nella II Guerra Mondiale, sono indiscussi. Per le sue qualità di intellettuale ottenne nel 1953 il Premio Nobel per la Letteratura, ottenuto grazie al suo memoir di guerra. La pittura di Churchill, invece, non è sicuramente da far girare la testa; i soggetti e la resa sono comuni, anche se non arrivano alla banalità delle opere di Adolf Hitler. Perché allora una stima di partenza così alta per l’opera pensata per la Leigh? La firma, il gossip e il soggetto destinatario hanno certamente costruito fama e allure intorno al quadro, trasformandolo in oggetto del desiderio.

rose del giardino di Chartwell nel Kent










Churchill non è l’unica personalità del mondo politico a prestarsi all’arte. Anche l’ex presidente americano George W. Bush si cimenta con la pittura, e attualmente è in corso a Dallas una sua mostra sui veterani dell’11 settembre 2001. Ospitata dal George W. Bush Presidential Center (una cosetta in famiglia), Portraits of Courage consta di una serie di ritratti di persone che prestarono soccorso al World Trade Center quel tragico mattino di sedici anni fa: pompieri, poliziotti, militari, che per i traumi subiti hanno dovuto sottoporsi a lunghe terapie riabilitative.






Questa non è la prima mostra di Bush come pittore; nel 2014, L’arte della leadership: la diplomazia personale del presidente” fu un’esposizione incentrata sui ritratti dei capi di Stato o personalità di vario genere, incontrate nel corso dei suoi due mandati. Fra questi, il Dalai Lama, l’ex presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai, e l’ex premier inglese Tony Blair. Due mostre a carattere documentario, che hanno giocato sul lato emotivo e spettacolare cui gli americani sono sempre sensibili; due mostre tuttavia mediocri, come del resto sono stati i due mandati di G. W.















– Niccolò Lucarelli


Il mio pensiero è che se uno si diverte a dipingere, bravo o meno, lo deve fare....fare mostre, però, è un altro paio di maniche!

sabato 17 novembre 2012

Hitler

Non lo sapevo: ho scoperto su I am a child che Adolf Hitler  era un pittore. Non ha avuto successo e non è stato ammesso all'accademia di belle arti di Vienna. Ciò nonostante, ha dipinto centinaia di quadri. Molte di queste opere sono state catalogate dall'armata americana dopo l'ultima guerra e sono in possesso del governo americano, che ha negato il consenso all'esposizione.







Queste sono  le uniche opere con figure, le altre per la maggior parte sono paesaggi.






















Non sono critico d'arte, ma mi pare che il pittore non sia un granchè. Queste sono tele che non mi invogliano all'acquisto, non desidero rimirarle. Anche in quelle meno cupe come colori, vedo una certa staticità e mancanza di vita.

Ci si domanda come sarebbe stata la nostra storia se quest'uomo fosse stato accettato alla scuola d'arte e se avesse potuto esprimersi soltanto con i pennelli.
Forse avremmo avuto altri quadri mediocri nelle pinacoteche, ma  avremmo evitato quel tipo di orrore che invece ha soffocato l'Europa per circa vent'anni.
FORSE! Non è dato sapere!





E' proprio vero che il mistero più grande e insondabile è l'animo umano!