
Fra le sue opere 'Dio ci ha creato gratis', 'Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso', 'Il maestro sgarrupato', 'Maradona è meglio 'e Pele", 'Storia semiseria del mondo', 'Nessun porco è signorina', 'All'apparir del vero, il mistero della conversione e della morte di Giacomo Leopardi", 'Aboliamo la scuola', "A voce d"e creature" "Era tutta un'altra cosa. I miei (e i vostri) Anni Sessanta". Collaboratore di diversi quotidiani, le sue opere sono state tradotte in numerosi Paesi.
Nel 2012 l'ex maestro della scuola 'sgarrupata' di Arzano confidò di avere il cancro e di lottare contro la malattia anche con la scrittura: 'Scrivo per non morire'. Dunque, la scrittura per avere ancora dignità e scacciare indietro il male. Un libro, un altro, e un altro ancora per assecondare una passione ed una 'vocazione' cominciata dai tempi del successo di 'Io speriamo che me la cavo' ma anche per combattere, per esorcizzare una malattia spesso molto difficile da sconfiggere. (http://napoli.repubblica.it/)
Di Marcello D'Orta mi piace ricordare questa frase, con cui concordo pienamente:
« Io, modesto maestro elementare, dissento da glottologi, filologi e professori universitari. Il dialetto nasce dentro, è lingua dell'intimità, dell'habitat, "coscienza terrosa" di un popolo, sta all'individuo parlante come la radice all'albero; nasce nella zolla, si nutre nell'humus, si fonde nella pianta stessa. È, insomma, l'anima di un popolo. » |
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