martedì 25 febbraio 2014

Ilse Schmid e Nora Scholly

Questa settimana sarà il mio compleanno e Lilia ha pensato di farmi una sorpresa, un bellissimo regalo: ha preparato per noi uno dei suoi interessanti articoli su due illustratrici, di quelle che ci appassionano. Finalmente posso pubblicare un post veramente completo e  competente, non le mie solite sfilze di immagini senza spiegazioni e commenti. Lilia sa guardare le illustrazioni, sa compararle e spiegarci cosa significano, il che è parecchio di più del mio "sono belle" o "mi piacciono molto". Eccolo qui, il  suo articolo. Godiamocelo tutto!

Lungo Il migrare dei giorni con Ilse Schmid e Nora Scholly

Di Ilse Schmid non conosco altro che i bei disegni, oltre al fatto che i suoi libretti illustrati sono stati pubblicati negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso.
Di Nora Scholly ho trovato sul web alcune notizie e, in più, una sua foto.




Nacque a Bratislava, in Slovacchia, l’11 aprile 1905; visse a Bad Ischl nell’alta Austria e vi morì il 21 ottobre 1965.
Bad Ischl è una cittadina termale che rivela decisamente l’impronta dell’impero asburgico. Infatti, fu la meta preferita per le vacanze del kaiser Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Sissi i quali vi possedevano una villa tuttora abitata dagli Asburgo.








L’atmosfera ottocentesca che si respira ancora nella cittadina, unitamente al fatto che questa sorge lungo la Romantikstrasse, ne fa la collocazione ideale per i disegni di Nora Scolly così fini, eleganti, dolcemente romantici.

Ho abbinato queste due illustratrici, Ilse e Nora, perché le vedo accomunate dal modo con cui hanno presentato ai bambini il senso della vita, il suo scorrere, il dipanarsi dei giorni e delle stagioni nel ciclo immutabile di nascita, morte e rinascita.
La primavera con la Pasqua, l’inverno col Natale. L’alternarsi delle stagioni per Nora, i riti stagionali per Ilse. Un unico modo per entrambe di concepire la vita alla luce della fede secondo la religione cattolica.

Pasqua e Natale sono due momenti “forti” dell’anno liturgico. In coincidenza della prima la natura si risveglia e risorge. All’epoca del Natale pare invece come morta, ma noi sappiamo che la vita non è finita. I fiori sono realmente morti, ma è come se riposassero sottoterra, mentre il sole dorme nel suo letto di nubi.
Questi sono i fiorellini che “dormono” in una coltre di neve, disegnati da Nora Scholly






Come sempre, mi diverto a mettere a confronto lo stile dei diversi illustratori che hanno trattato lo stesso tema, nel medesimo contesto storico. Ecco dunque come la Kuhn rappresenta i fiori che “dormono” nel grembo della Madre Terra:




Il sonno dei fiori secondo Berta Mayr Nomer:




Questo invece è il modo singolare con cui Gudrun Kenssen presenta il riposo dei fiori durante i mesi freddi:



Ed ecco il sole, qui rappresentato da Ilse Schmid, che triste e pallido s’affaccia languidamente alla finestra dal suo rifugio invernale:




Per inciso, non va dimenticato che nella lingua tedesca il sole è di genere femminile per cui viene rappresentato come una madre di molti figli. Ecco invece il sole, visto da Berta Mayr Nomer, mentre dorme e sogna nel suo soffice letto sopra le nubi.




Il letto a baldacchino del sole secondo Felicitas Kuhn:





In compenso, nei paesi di lingua tedesca, la luna è di genere maschile; è un vecchio signore mezzo burbero e mezzo bonario che fuma tranquillamente la pipa, avvolto nella vestaglia e circondato dalle stelle.
La luna per Ilse Schmid:




e per Felicitas Kuhn:





A volte, la luna è vista come un pastore che conduce le sue greggi di pecorelle-stelline attraverso i grandi pascoli del cielo. Questa tavola di anonimo appare nel libro di filastrocche Bake-bake Kuchen:





Nora e Ilse hanno dunque trattato i temi delle stagioni e delle festività che ricorrono ogni anno coi loro riti di morte e rinascita e li hanno presentati ai bambini in modo semplice e poetico.
I disegni della Schmid sono delicatamente colorati, rappresentano angeli e bambini e, a volte, sono particolarmente fantasiosi e mai banali.
C’è un finestrino lassù, che si apre tra le nubi gonfie di neve e da lì entrano ed escono a frotte gli angeli che portano in Cielo le letterine per Gesù Bambino:










   
 Ci sono paesini minuscoli con la chiesa, il campanile, le casette immerse nella neve. E là in mezzo, si muovono schiere di donnine, uomini, bambini che vanno alla messa. Nella loro essenzialità, queste tavole sembrano quasi opera di pittori naif:








E poi, ci sono i bambini che si preparano all’avvento del Natale e lo aspettano con trepidazione:










C’è pure qualcuno che riceve la visita di San Nicola, mentre altri hanno pensato di portare essi stessi i doni, travestiti da Re Magi:






I disegni di Ilse Schmid che trattano la rinascita della primavera sono un tripudio di allegria e di vita, come in queste coloratissime tavole che illustrano la storia di Molly, coniglietta pasquale, e della sua famiglia:














La rinnovata forza del sole è rappresentata dal colore giallo brillante. Nella storia intitolata Sonni, Madre Sole sorride circondata dai suoi figliolini, i piccoli raggi:




Uno di loro è sfuggito alla sua sorveglianza e vive fantastiche avventure sulla nostra terra:










Le tavole che seguono appartengono alla storia intitolata Mummelchen, dedicata a un coniglietto piccino che si era invece messo in testa di essere grande, ma così grande da poter distribuire le uova  la notte di Pasqua insieme al papà e ai fratelli maggiori:














In questa occasione Ilse Schmid dimostra di essere un’abilissima disegnatrice, dal tratto pulito e sicuro, dai colori squillanti e vigorosi. Le immagini suggeriscono con efficacia le sensazioni visive di una notte primaverile. In particolare, nelle figure 37 e 39 si percepisce il chiarore del plenilunio, dove la luce lunare piove liquida dall’alto e bagna gli alberi, i fiori, la radura e li fa risplendere di un colore tra l’azzurrino e l’argenteo.

Come Ilse Schmid rappresenta il momento della festività che si ripresenta secondo il ciclio delle stagioni, così Nora Scholly illustra la trasformazione della natura attraverso il trascorrere delle stagioni medesime.
Nel libretto intitolato Tannenbaumchen, ella disegna un piccolo abete destinato a divenire albero di Natale, attraverso il succedersi della primavera coi suoi fiori e i suoi uccellini, dell’estate coi primi temporali, dell’autunno col vento turbinoso e dell’inverno col ghiaccio e la neve:















Possiamo divertirci a mettere a confronto l’abete della fig. 44 con questo bucaneve col manicotto di Ida Bohatta. Non si nota una singolare somiglianza?





Ed ora vediamo come altre illustratrici hanno rappresentato i piccoli abeti-alberi di Natale. Nell’ordine: Gerda Radke, Hanna Helwig e Felicitas Kuhn:











Nora Scholly ha saputo interpretare con singolare delicatezza ed eleganza l’atmosfera delle rigide giornate invernali, l’incanto delle trine di ghiaccio e la malinconia dei lunghi tramonti.
Questa allegoria dell’Inverno che incombe sul paese scendendo dalle montagne è forte e suggestiva. Suggerisce ampi spazi e valli brulle spazzate da gelide folate di vento apportatore di neve.





Queste regine delle nevi sono elegantissime e quasi eteree nelle loro vesti di sottilissima trina:








Sembra quasi di percepire la prima mentre scivola nottetempo, silenziosamente di casa in casa, per lasciare ai vetri delle finestre il suo dono fatto di gelidi ricami. E, della seconda, pare di vedere la trama dello strascico scintillare alla debole luce di un pallido sole invernale.
Sono colori non colori quelli che adornano queste immagini, tonalità tenui, azzurre e rosate. Un sole basso basso sull’orizzonte getta ombre lunghe sulla terra gelata.







I fiori sono già immersi nel sonno. Solo la rosa di natale fa capolino un po’ intirizzita dalla terra nera:




Per sottolineare l’eleganza dei disegni di Nora Scolly, è utile metterli a confronto con questi fiori di Gudrun Kenssen, agitati dalla tormenta. E’ evidente che si tratta di un disegno forte ed efficace, ma molto meno poetico




Tornando a Nora Scholly, ecco una bellissima fontana gelata dove i sottili ghiaccioli si sono trasformati per incanto in piccoli gnomi dalla lunga barba:





Tutto è ghiacciato; ogni rivolo d’acqua ha cessato di scorrere e tace. Anche la sorgente chiacchierina s’è azzittita, la ninfa che vi dimora si è addormentata:




Ed ecco l’altrettanto bella sorgente ghiacciata di Mariapia:





L’inverno culmina nella grande festività del Natale, quando il sole giunge al termine del suo lento declinare e si alza sull’orizzonte in modo quasi impercettibile. E’ la vittoria della vita sulla morte, della luce sull’oscurità, del Sole Invitto e del piccolo Bambino Gesù che è la Luce del mondo.
Ecco l’albero di Natale che rompe il buio della foresta con le sue mille candeline accese.  Ed ecco il presepe davanti al quale tutta la natura resta sospesa in adorazione. Le due immagini, simili seppur diverse, sono nell’ordine di Nora Scholly e di Mariapia.









In queste due tavole vediamo i fiocchetti di neve fragili e leggeri nell’interpretazione di Nora Scholly:







I fiocchi di neve sono un tema molto amato dalle nostre illustratrici. Spuntano nelle storie di Ida Bohatta:






di Felicitas Kuhn:





e di Mariapia:





Per inciso, Mariapia si differenzia dalle altre illustratrici qui citate perché non è austriaca e, comunque, non appartiene all’area tedesca, ma per noi del Clan rappresenta sempre la pietra di paragone fondamentale in fatto di illustratori di libri per l’infanzia!
Ed ora, se guardiamo bene qui sopra le immagini dei fiocchetti, vedremo delle singolari somiglianze. Ci si potrebbe domandare chi ha imitato chi!

Il risveglio della natura dopo il disgelo è molto più atteso e significativo nei paesi d’Oltralpe, rispetto alle nostre regioni mediterranee dove, per di più, ora sembra perfino che l’inverno abbia paura ad arrivare. E non so se questo sia un bene oppure no.
Man mano che il vecchio inverno si ritira, trascinando con sé gli ultimi resti di neve, appare la nuova, tenera erbetta e spuntano i primi fiori. Come in questa tavola di Nora Scholly:




Il genietto della primavera arriva correndo ed anche le nubi in cielo si vanno dissolvendo, trasformandosi in cumuli vaporosi che non fanno più paura.
Ecco il sole cacciar via l’inverno e il vento di tramontana, in un’immagine di Feliciras Kuhn:





In queste tavole, rispettivamente di Mariapia e di Felicitas Kuhn trova espressione la metafora del sole che “spazza” via la neve:







Ed ecco che arriva Primavera, la bella fata di Mariapia con la veste intessuta di fiori ed un ramo di pesco in mano.



Chiudiamo allora coi versi di Jolanda Colombini che commentano quest’ultima immagine:

E poi Primavera compare
in festa di sole e colori
spargendo al suo dolce passare
profumi gentili di fiori.

E i fiocchi, valigia alla mano,
baciati da un raggio di sole,
dileguano tutti pian piano,
spariscono senza parole
(da Fiocchetti di Neve)

Ciao a tutti!

Cosa potrei dire? Un articolo veramente completo, immagini molto, molto belle. Alcune addirittura inedite, anche per noi del clan.
Grazie Lilia, mi hai fatto un regalo prezioso!!!















3 commenti:

  1. TROPPO BRAVA ,grazie Lilia, ancora una volta mi hai lasciata senza parole.

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  2. Zia Lilia sei grande ....e i commenti in prosa sono intensi come quelli che sai fare in rima
    Sempre di alta poesia trattasi...

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  3. Bellissimo tutto..... a quando il prossimo????

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