martedì 4 aprile 2017

Murales



Normalmente non amo troppo i murales che vedo in giro nella mia città: sono scritte per me incomprensibili e immagini tipo horror, che non mi predispongono all'allegria.
Leggo, invece, su "Il Libraio", che in alcune città questa dei murales è un'arte che invita ad amare i libri e decora edifici come biblioteche e librerie, come in questi casi:



  Biblioteca pubblica a Kansas City- Kansas










Kansas City




Pittsboro, North Carolina- Circle city books and music



Ustron- Polonia Municipal library




Lione- Francia Bibliothèque de la Cité




Bruxelles- Belgio Librairie Ptyx



Provo- Utah Pioneer book store






Aix en Provence


o anche oggetti di arredo urbano, come in questi altri casi
( sempre da Il libraio)

L’arte lava via dall’anima la polvere della vita quotidiana”, diceva Pablo Picasso. Al giorno d’oggi la street art, fenomeno discusso, criticato, apprezzato, combattuto, tutelato, potrebbe lavare la polvere della vita quotidiana cittadina e perché no, difendere e celebrare i libri e la cultura attraverso le immagini.
Il sito ebookfriendly ne ha raccolti alcuni da tutto il mondo. Noi ve ne presentiamo una selezione con qualche aggiunta “speciale”.

Lódź, Polonia: un braccio teso formato da libri, una chiave stretta in pugno, la cultura è la chiave del cambiamento e, soprattutto, dell’educazione e della libertà.




Gloucester, Inghilterra: una donna immersa nella lettura in un luogo qualsiasi della città; leggere non conosce tempi e luoghi.


Valencia, Spagna: “Educación para la Ciudadania”, educazione alla cittadinanza, satira contro il sistema di repressione delle libere idee.



Lanusei, Sardegna: una grande parete-libreria con un gatto sugli scaffali; leggere un libro è come sentirsi a casa.



Faifax, California: l’albero dei libri da cui tutti possono attingere a volontà, leggere è cibo per la mente.




Roma: uno street artist nostrano di cui si conosce anche la tag, HOGRE; un personaggio dissacrante e dal raffinato gusto. In questo lavoro celebra la famosa meditazione di Amleto che regge il teschio del buffone di corte Yorick (“Essere o non essere?”).




In questi casi i murales mi piacciono molto! E quindi, dopo averli scoperti, ne ho cercato altri, che parlassero dello stesso argomento. Ne ho trovati parecchi, alcuni, addirittura tridimensionali.


























lunedì 3 aprile 2017

Le dieci cascate più belle del mondo

Copiato pari pari da qui: http://fenice.forumcommunity.net/?t=55263493

E non aggiungerei altro, perchè la bellezza parla da sola!

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Le cascate di Athirappilly sono situate nella regione indiana del Kerala. Nonostante siano un’attrazione turistica per milioni di indiani, alcune compagnie vorrebbero creare una diga idroelettrica, ma il progetto è stato bloccato

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Il “Salto dell’Angelo” è la cascata più alta del mondo. Prende il suo nome da Jimmy Angel, un aviatore americano, che fu il primo a sorvolare la cascata Si trova in Venezuela ed è alta quasi mille metri. Per la sua bellezza è considerata dall’Unesco un “patrimonio” dell’umanità

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Le cascate Havasu si trovano non lontano da Supai, all’interno del Grand Canyon National Park, nella riserva degli Havasupai (Havasu=acque color smeraldo, pai=popolo). Un'oasi nel deserto, un luogo incontaminato consigliato agli amanti della natura. Nel 2008 una forte alluvione ha gravemente danneggiato tutta l'area modificando il corso del torrente e l'aspetto delle cascate
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Nonostante sia alta soltanto"25 metri, la cascata di Skogafoss è fotografata da milioni di turisti che visitano l’Islanda. Secondo una leggenda, il primo vichingo ad essersi stabilito nella zona nascose un tesoro nella caverna dietro questa meraviglia naturale

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Le cascate di Iguacu si trovano in Brasile, sono state inserite tea le 7 meraviglie del mondo. Non sono particolarmente alte, ma hanno una portata d’acqua impressionante, 1,746 metri cubi al secondo, seconde solo alle cascate del Niagara

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Le Cascate di Gokak, lunghe 6 km, sono situate sul fiume Ghataprabha nel distretto di Karnataka, nel sud-ovest dell’India. Dopo un lungo percorso tortuoso, il fiume fa un salto di 52 metri. Il salto della cascata, a ferro di cavallo, durante la stagione delle piogge produce un rombo sordo che può essere ascoltato da una certa distanza. I turisti più coraggiosi possono attraversare questa meraviglia naturale grazie al ponte che attraversa il fiume, visitare la vecchia stazione di produzione di energia elettrica e il tempio dedicato al Signore Mahalingeshwara

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Le cascate di Tugela sono le seconde cascate più alte del mondo e si trovano in Sudafrica. La loro altezza è di 807 metri, anche se qualcuno considera anche un altro tratto del fiume come parte di questa meraviglia naturale e ritiene che la loro altezza sia quindi di 987 metri

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Chitrakot, le “Cascate del Niagara dell’India”, si trova a soli 30-35 km di distanza dalla cittadina di Jagdalpur. L’altezza di questa meraviglia della natura è di circa 29 metri, mentre l’ampiezza della vasca varia e scende drasticamente durante l'estate. Durante il periodo dei monsoni, invece, il fiume tocca entrambe le sponde ed è pieno di limo. L'area attorno alle cascate è in gran parte coperta da foreste

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Le Cascate del Nevada, alte 181 m, si trovano sul fiume merced, nel Parco nazionale di Yosemite in California. Sono conosciute per la loro forma “piegata”, grazie alla quale l’acqua cade liberamente per circa un terzo della loro lunghezza, creando un Whitewater turbolento. Il nome, suggerito dal Fisico americano Lafayette Houghton Bunnell, deriva appunto dalla nebbia che viene prodotta dal salto della Cascata (Nevada è un vecchio termine spagnolo che significa “innevato”

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Le cascate Somphamit si trovano sul fiume Mekong, nel Laos meridionale, all'altezza dell'isola di Don Det. Il corso d’acqua è intervallato dalla presenza di molti isolotti che favoriscono la formazione di queste splendide cascate

domenica 2 aprile 2017

La crinolina

Mia madre ripeteva spesso nel suo dialetto un detto popolare, nato evidentemente dall'esperienza, se non proprio  la sua, certamente quella di tutte le donne che nel corso della storia hanno dedicato particolare attenzione al proprio aspetto.
" Per cumparì, bisogna suffrì" diceva, intendendo il sacrificio che richiede spesso l'eccessiva cura di sé , del proprio corpo e del proprio abbigliamento, e che si trasforma a volte  in autofustigazione....
D'altra parte la moda ha i suoi imperativi a cui in un modo o nell'altro bisogna uniformarsi.
Pensiamo per esempio all'uso della crinolina nell'800.
La crinolina, inventata verso il 1830 dal francese Oudinot, era una sottogonna originariamente realizzata in tessuto rigido, imbottito di crine, che dava la forma agli abiti femminili. Molto in voga verso la metà del secolo, fu sostituita verso il 1860 da Charles Frederick Worth, sarto inglese trapiantato a Parigi, con una gabbia a cerchi metallici e molle d'acciaio, che aumentavano ulteriormente il volume delle gonne.
Inizialmente la crinolina era una pesantissima e ingombrante struttura composta da cerchi fatti con un ordito di lino o cotone e trama di crine di cavallo ammorbidito, e successivamente in vimini, ma nel 1856 il Corriere delle Dame annunciava l'arrivo di un nuova "gabbia", più leggera e robusta, capace di portare la parte inferiore dell'abito ad un'ampiezza iperbolica.
La nuova gabbia in filo di ferro sostituiva le varie sottane multiple e i cerchi di vimini.
All'epoca quello della crinolina fu un tema molto discusso : la scienza la considerava nociva per la salute perché l'aria trattenuta sotto la gonna abbassava la temperatura (?!?), altri la ritenevano una sorta di armatura da guerra. Gli uomini in particolare ne detestavano l'ingombro. Lo scrittore Alphonse Karr scriveva in proposito:
"Due donne non stanno più insieme nei primi posti di un palchetto a teatro, né dentro una carrozza. Cinque donne sedute in vicinanza non possono chiacchierare in confidenza perché ,separate dalla loro ampiezza, bisogna che gridino. Un uomo seduto tra due donne scompare"
Portare la crinolina richiedeva una certa arte: per camminare bisognava scivolare con grazia tenendo il busto inclinato in avanti per non farla dondolare ma senza goffaggine; per sedersi occorreva poggiarsi sull'orlo del sedile, tra un cerchio e l'altro, ripiegandosi su sè stesse o in alternativa, bisognava disporre con cautela dei cuscini dietro le spalle, evitando di causare il ribaltamento dei cerchi che avrebbe portato a scoprire le gambe.
Nonostante ciò le signore ne erano affascinate e così nuove forme vennero create con strutture estensibili e restringibili a seconda delle occasioni, altre con cerchi metallici solo nella parte alta per evitare di inciampare. In realtà la crinolina era ormai adottata da ogni ceto sociale, dalle nobildonne alle cameriere, e in ogni circostanza, in città ,in viaggio, in campagna.
Nel 1866 la crinolina raggiunge il suo massimo sviluppo , ma come tutte le "mode" inizierà presto il suo declino.
Oltre a quanto  comunemente noto sull'argomento, ho trovato interessante l'articolo pubblicato da un blogger americano intitolato "Death by crinoline",  il quale riporta che coloro che vissero nell'epoca Vittoriana, oltre che con i pericoli provocati dal colera, dal vaiolo e dalla tubercolosi, furono costretti a  confrontarsi anche con i pericoli della crinolina, la "gabbia" indossata dalle signore sotto la gonna, che all'apice della popolarità, raggiungeva l'ampiezza di quasi tre metri. Il New York Times nel 1858 riportò per primo i rischi connessi alla crinolina, quando una signora di Boston, che stava presso il camino nel suo salotto, improvvisamente prese fuoco e in pochi minuti fu divorata dalle fiamme, uno sfortunato incidente che si aggiungeva però ai diciannove avvenuti in Inghilterra in circostanze analoghe nell'arco  di due mesi. Le altre signore presenti, ostacolate dalle loro crinoline, furono costrette a veder bruciare la vittima senza poter intervenire. Una tragedia simile accadde poco dopo a Philadelphia, quando nove ballerine morirono bruciate al Continental Theatre.
Incidenti connessi all'uso della crinolina , sia pure senza conclusioni fatali, potevano  essere frequenti e  a volte anche imbarazzanti come quello capitato a Consuelo Montague, Duchessa di Manchester, che salendo una scalinata, inciampò in un cerchio della crinolina, finendo a gambe all'aria e mostrando un paio di mutandoni scarlatti.



Non garantisco l'autenticità dell'aneddoto sopra riportato e, se è una bufala, chiedo scusa a questa bella signora dall'aria un po' infelice, anche se, come si suol dire, non metterei la mano sul fuoco...
 
L'articolo prosegue con altre considerazioni in merito alla crinolina e al suo utilizzo negli U.S., raccontando che durante la Guerra Civile tra Nordisti e Sudisti , molte donne del sud, aggirando le disposizioni del presidente Lincoln , riuscivano a far pervenire ai Confederati ogni genere di mercanzia, dalle armi ai viveri, nascondendo il tutto sotto le loro ampie gonne.
Anche oltreoceano il declino della crinolina iniziò al termine della Guerra di Secessione : i ministri del culto tuonavano dall'alto del pulpito che indossarla era riprovevole, come fumare, sputare e fornicare. Da parte loro gli uomini non vedevano l'ora di riappropriarsi degli armadi e dello spazio nelle loro case.

Del resto il cambiamento è una prerogativa della moda e così le signore di fine '800 rinunciarono  gradualmente  a portarsi appresso tutta quella stoffa e alla gabbia che la sosteneva.

Nel 1867 Charles Frederick Worth lanciò una nuova sottostruttura chiamata demi-crinoline, cioè una crinolina asimmetrica, piatta nella parte anteriore e gonfia in quella posteriore, sostituita a sua volta dalla tournure, una struttura ancora più semplice che aveva lo scopo di sostenere i ricchi drappeggi posteriori degli abiti.


 
La tournure fu adottata  fino alla fine dell '800 come semplice imbottitura, detta anche cul de Paris, in aggiunta agli stretti busti della Belle Époque che donavano alla donna una forma a S, ma con l'arrivo del nuovo secolo la moda era già pronta per altri radicali cambiamenti.
 
Va detto però che la moda , pur nella sua continua evoluzione, conserva  in fondo al cassetto la memoria del passato e di quando in quando la rispolvera.
 
Chi di voi come me è stata ragazzina tra gli anni '50 e '60 ricorderà certamente la sottogonna
 
 
 
 
da indossare sotto le gonne a campana. Io ne ho un bellissimo ricordo: non era facile da trovare nei negozi e la sartina che cuciva all'epoca i nostri abiti non sapeva dove acquistare il tessuto adatto né come confezionarlo. Fortunatamente per me, mia sorella Annami  era a Londra per una vacanza studio e al suo ritorno me ne aveva portata una bianca e rosa, che sembrava proprio una nuvola frusciante. Il bello era che a sostenerla non c'era nessuna gabbia, anzi a indossarla mi sentivo leggera leggera, proprio come ci si può sentire a 15 anni....

sabato 1 aprile 2017

Victoria Levina

Viktoria Levina, artist - buy painting, print of artist Viktoria Levina

Bisogna fare molta attenzione, quando si fanno ricerche su di un'artista. Infatti stavo per fare un grosso errore mischiando questa Victoria Levina, artista russa, con un'altra Victoria Levina, californiana, che dipinge cose del tutto diverse,  che ha una pagina fb e che non è il mio genere di artista.

Questa Victoria, che è quella che fa quadri che piacciono a me, è un'impressionista con un gran senso della natura e che trova motivo di bellezza nel mondo che la circonda e nell'armonia dei colori. I suoi temi preferiti sono i paesaggi, gli unici che, a suo parere, possono esprimere una gran quantità di sentimenti.  Victoria e suo marito, artista anche lui, viaggiano moltissimo, per fare un "pieno" di impressioni da riportare sulla tela.Le sue esibizioni hanno avuto grande successo sia in Russia, che all'estero.