venerdì 28 agosto 2015

In cucina

Di tutte le stanze di una casa, piccola o grande che sia, quella che mi affascina di più è la cucina.
Non sono una cuoca provetta e nemmeno ho l'abitudine di passare ore ai fornelli, perchè per me, come per molti, i ritmi, le abitudini, gli impegni lavorativi e mille altre circostanze che si creano all'interno della famiglia ,non sempre consentono di fare esattamente ciò che si vorrebbe.

Nonostante ciò la cucina rappresenta per me il nucleo primitivo della casa e della famiglia, il luogo dove ci sono fuoco e  cibo, due elementi fondamentali per la nostra vita.
Provate a pensarci un po'... l'uomo primitivo si alzava la mattina ed aveva un solo obiettivo, procurarsi il cibo : raccoglieva frutti, pescava, cacciava, cacciava, pescava e raccoglieva frutti. Per quanto il suo sguardo spaziasse su una landa infinita, non un supermercato, uno spaccio, un venditore ambulante....niente, gli toccava provvedere a tutto da solo.

Certo, quando tornava a casa, pardon, alla caverna, la sua donna lo accoglieva con calore, nel senso che aveva già preparato un bel fuoco e magari un paio di stecchi su cui infilare le prede.
Guardate: la caverna ora è piena di luce, di calore, di profumi, magari anche di fumo se proprio vogliamo essere realisti perchè lui, l'uomo primitivo, non ha ancora pensato all'utilità di una canna fumaria, ma diamogli tempo, alla fine ci arriverà e si renderà conto che forse un tavolino su cui appoggiare il cibo può essere utile e un po' di paglia sulla lastra di pietra su cui si siede non è niente male.

Mia madre ripeteva spesso una frase nel suo dialetto : 'l temp l'è tùt tacà, il tempo è tutto attaccato, non ha soluzione di continuità, anche se a noi piace spezzettarlo in ere, millenni, secoli, anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi, quasi per ridurlo in briciole. Il tempo resta sempre attaccato e soprattutto scorre in fretta.
Per questo tra quella caverna e la nostra cucina di casa non c'è poi tanta differenza. 

Beh, onestamente devo dire che forse qualcuno ha un po' esagerato.
Mi è capitato di vedere cucine di un candore abbagliante, con superfici intonse lucide o cromate, con l'aspetto più asettico di quello di una sala operatoria, senza nemmeno l'ombra di fuoco e di cibo. Roba insomma da stringere il cuore.

E' vero, ho divagato un po', ma è qui che volevo arrivare : a me piacciono le cucine dai colori caldi ,  ordinate e pulite ma accoglienti, dove siano presenti materiali come il legno, il cotto, il tessuto, il rame, oggetti d'antan, cose così, dove ci sia soprattutto l'idea di calore, cibo, accoglienza.

Questo è il tipo di cucina che mi piace guardare nelle riviste di arredamento e , se non sono riuscita a esprimere il mio pensiero, mi farò aiutare dalle immagini.













































Buona cucina a tutti.

5 commenti:

  1. Niente da dire! A guardarle queste cucine sono bellissime, una vera tana in cui rinchiudersi per adornarle e abbellirle sempre più, altro che la caverna! Però, però... forse sono poco pratiche (la maggioranza) se pensiamo di cucinarci dentro, tutti i gioni, due volte al giorno, pranzo e cena per poi ripulire per bene da capo a fondo. Ho paura che non facciano al caso mio.

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    1. Sagge riflessioni le tue...ma se per caso, fra tante cinfrusaglie graziose quanto inutili, ci fosse una bacchetta magica per risolvere i problemi pratici???

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  2. Mi sono piaciute un sacco!!!!! Grazie, Daniela

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  3. Mi sono piaciute un sacco!!!!! Grazie, Daniela

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