giovedì 14 settembre 2017

Mulino o giardino?

Non ho mai provato molto interesse per le riviste di moda, di cucina, di bon ton o di cronaca, ma per quelle che trattano di case e/o giardini, beh , per quelle nutro una vera passione. Mi piacciono la bellezza delle forme, l'armonia dei colori che spesso sanno comunicare attraverso le immagini dei vari servizi fotografici, dove tutto sembra diverso dal comune, eppure nel posto giusto.
Nel corso degli anni ne ho collezionate parecchie e continuo ciclicamente a sfogliarle, caso mai mi fosse sfuggito qualcosa, e raramente ne elimino qualcuna, perché in un modo o nell'altro, c'è sempre qualche dettaglio che sa suscitare il mio interesse.
Ieri, a proposito, mi è capitato tra le mani un vecchio numero di Elle Decoration, datato settembre 1996, dove ho incontrato questa bella immagine.





Il soggetto è un antico mulino del XIV secolo, a Latoulzanie, un piccolo borgo sulla sponda del fiume Lot,  che nasce dal Massiccio Centrale per confluire poi nella Garonna.

Originariamente al servizio del castello di Cennevières , di proprietà di Weiffre, duca d'Aquitania, il mulino fu successivamente adibito ad abitazione secondaria. Sebbene avesse mantenuto nei secoli la sua originale solidità,  l'articolo di Elle, ne ipotizzava, nel 1996, la ristrutturazione per un utilizzo migliore.




Come si fa con gli amici che si sono persi di vista da tempo,  a ventun anni di distanza era inevitabile che mi chiedessi se il progetto era andato in qualche modo in porto o se il vecchio mulino si era ormai incamminato sul sentiero di un inevitabile declino.





Ed eccolo ancora qua con un nuovo look, trasformato in un comodo villino distribuito su tre piani che può ospitare una famiglia di cinque persone.






















Un posto decisamente romantico per trascorrere qualche giorno di vacanza: muri di pietra freschi se fuori fa caldo, il fuoco nel camino mentre si cena a lume di candela, la barca che scivola lenta sull'acqua.....già, ma se poi piove per due giorni consecutivi ?? se l'umidità  penetra nelle ossa ?? se il fiume s'ingrossa e diventa minaccioso??
Purtroppo la verità è che non sono più né giovane né innamorata... e vedo le cose con altri occhi...

Ma la rivista mi assiste : basta sfogliare qualche pagina ed eccomi nel giardino inglese di David Hicks, il più famoso interior designer e stilista della seconda metà del secolo scorso.







Dopo aver creato tappeti, tappezzerie, mobili e oggetti artistici per le lussuose dimore della ricca borghesia  su entrambe le sponde dell'Atlantico, David Hicks ha dedicato gli ultimi anni della sua vita al suo giardino personale, assecondando una passione che lo accompagnava fin da quando era bambino e i suoi genitori gli avevano fatto dono di un metro quadrato di terreno all'interno della loro proprietà perché potesse coltivarlo a suo piacimento.

Dentro questo paradiso credo che potrei stare per giorni e giorni, anche con la pioggia e con il vento, in barba alle ginocchia che scricchiolano e alla schiena che non ha più l'elasticità di un tempo.

E allora ? mulino o giardino? Nel 1996 forse avrei scelto il mulino, ma oggi preferisco il giardino e l'aver risolto il dilemma non mi indurrà certo a disfarmi di questa vecchia rivista.

Guardate un po' qua : queste torte salate con le pere, il formaggio, le noci, il timo e le olive meritano di scomparire solo perchè sono uscite dal forno 21 anni fa? Parliamone...








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