martedì 7 aprile 2015

La rosa del re







Taif è una delle città più antiche del mondo, si trova nella parte ovest dell'Arabia Saudita, vicino alla città della Mecca.
Il suo patrimonio e i suoi monumenti hanno molto da raccontare ai visitatori: la leggenda narra che le sue valli siano state visitate dal re Salomone e che nello Wadi Wej, Maometto avesse proibito la caccia e il taglio degli alberi per preservarne la naturale bellezza.
Oggi Taif è famosa nel mondo per le rose, che vengono coltivate nelle sue vallate che si trovano a circa 2000 metri sul livello del mare e che godono di un clima ideale. Questa zona, al tempo del regno ottomano, era conosciuta come la Rosa Araba.






La rosa di Taif è una damascena trigintipetala, che cresce abbastanza bassa, di un colore rosa pallido, con un profumo molto penetrante. Viene coltivata anche in Bulgaria e in Turchia e non è ancora chiaro come sia arrivata in questa zona dell'Arabia. Forse fu portata qui dai Balcani, quando i turchi invasero quest'area nel quattordicesimo secolo. Ma la rosa turca ha origine dalla rosa persiana che viene coltivata intorno a Shiraz e Kashan e comunque la leggenda dice che questa rosa venga dall'India.






L’uso del profumo ha un ruolo molto importante nella cultura dell'Arabia Saudita. La religione musulmana lo incoraggia per gli uomini e per le donne: i sauditi sono i più forti consumatori al mondo di profumi.
 L’essenza di rosa che si produce a Taif non raggiunge le quantità prodotte in altri paesi, ma è di qualità straordinaria e costituisce un dono prezioso e molto gradito per chi lo riceve. La fioritura ha luogo soltanto tra marzo ed aprile e la raccolta  deve avvenire molto velocemente poiché i fiori sono particolarmente delicati. La raccolta inizia all’alba e termina alle 7 del mattino.





Durante la fioritura il profumo e la fragranza di questi fiori pervade l’intera regione e nel mese di aprile dalle zone collinari circostanti si può ammirare una immensa distesa di colore rosa. Dalla distillazione dei fiori si ottengono due prodotti: l’essenza (Attar) e l’acqua di rose, che può essere usata anche in cucina, ad esempio per aromatizzare il tè o i dolci. 




Solo dopo un secondo processo di distillazione si ottiene l’Attar, o essenza di rose. 






La Taif è la rosa più straordinaria che  si possa odorare ed è anche la più cara al mondo. Ma nessuno ha mai potuto comprarla perchè l’intera produzione, circa 16 chilogrammi all’anno, appartiene al re che la regala ai suoi dignitari più meritevoli. In Arabia Saudita incontrare un uomo profumato di essenza di rosa significa trovarsi di fronte ad una persona molto stimata dal re. Le tonalità della Rosa di Taif sono calde e persistenti, immensamente ricche e fiorite, con una intensa nota mielata.
Le principesse saudite amano realizzare miscele molto raffinate con acqua di rose e legni profumati polverizzati. Queste polveri vengono preparate con ricette che si tramandano da madre in figlia e vengono utilizzate per il rito della fumigazione, il modo più antico di profumare, proprio attraverso il fumo, la casa e gli abiti.






L’oud ed il sandalo utilizzati sotto forma di bakhoors, scaglie di legno imbevute di profumo, si bruciano nella mabkhara, un incensiere tipico della tradizione saudita.
La principessa Noof, nipote del defunto re Khaled, usa questa ricetta:
  • Due parti di legno di oud malese
  • Una parte di acqua di rose di Taif
  • Due parti di ambra grigia del Qatar
  • Una parte di olio essenziale di rosa di Istanbul
Pulire e polverizzare bene l’oud, poi miscelarlo con acqua di rose scaldata ma non bollita, aggiungere quindi l’ambra grigia pressata e fare asciugare; infine, unire il tutto all’olio essenziale di rosa.
Maometto metteva i profumi tra le cose che amava di più al mondo. Sicuramente qualcuno deve avergli fatto conoscere la rosa di Taif. 

C'è una leggenda su come sia nata l'essenza (olio) di rose, che qui viene chiamato attar:
sebbene gli arabi abbiano distrillato acqua di rose dai petali  fin dal nono secolo, i primi documenti che parlano dell'attar vengono dall'India. Il quarto Mughal, imperatore Jahangir, il cui regno fu dalla fine del sedicesimo all'inizio del diciasettesimo secolo, accredita l'invenzione a sua suocera, Asmat Begum. Mentre preparava l'acqua di rose, quando mise l'acqua bollente sui petali del fiore, apparve una schiuma. La Begum raccolse questa schiuma e scoprì che profumava molto di più di un bouquet di rose appena sbocciate. L'imperatore ne fu così felice, che regalò alla suocera una collana di perle e lei, per riconoscenza, chiamò l'olio itr (attar)-i-Jahangiri.



Un'altra leggenda, invece, racconta che l'olio fu scoperto dalla figlia, l'imperatrice Noor Jehan, quando un bagno di petali di rose fu lasciato a raffreddare per tutta una notte. Nell'entrare nel bagno , Noor scoprì l'olio fragrante che galleggiava sulla superficie dell'acqua. 




notizie prese qui :http://www.lauratonatto.com/pdf/allure0709.p e qui http://www.fragrantica.com/notes/Taif-Rose-115.html   .



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