lunedì 15 agosto 2016

Legata a un granello si sabbia



Da una pila di testi scolastici ormai desueti ecco spuntare questo libro stampato più di dieci anni fa, probabilmente comprato da mia sorella Nicoletta che ha sempre amato le canzoni. A prima vista lo scambio per un canzoniere, ve li ricordate?, quei libricini degli anni '50 dove venivano stampati i testi delle canzoni... invece no, nel libro si parla ovviamente di canzoni italiane ma soprattutto di come certe canzoni abbiano accompagnato la storia della nostra società nella seconda metà del secolo scorso. E ora che quel secolo non c'è più, e non c'è più nemmeno quel millennio !!!, mi fa venire la pelle d'oca pensare che io c'ero allora e continuo ad esserci oggi a ricordare quelle canzoni, magari con qualche "buco" nella memoria.

Enzo Gentile, l'autore del libro, milanese e giornalista professionista, è un musicofilo incallito. Ha scritto su diverse riviste, ha pubblicato monografie, insegna in diverse Università, organizza manifestazioni musicali di livello e , pensate un po', è stato il primo autore di "Smemoranda".

Mi piace il suo stile, leggere il libro è un po' come vedere i filmini muti che faceva mio padre con la sua Paillard, quando si andava in vacanza. Gentile si è interessato anche della grafica delle copertine dei dischi di cui il libro  contiene numerose immagini.
E poi racconta delle diverse manifestazioni canore nate in quegli anni : il Cantagiro, Un disco per l'estate, il Festivalbar.

E a proposito di canzoni "estive" scrive:

Ci sono canzoni che hanno fatto la storia dei nostri tempi, hanno segnato una colonna sonora nella fanciullezza, nella gioventù o nella età adulta di ognuno di noi. Alcune hanno avuto il 'solo', grande merito di delimitare un confine temporale, altre di illustrarlo o di raccontare certi profumi, certe suggestioni che non hanno mai smesso di accompagnarci. La capacità evocativa di una frase, la potenza di un ritornello, parole che sono passate alla storia, appartengono ad ogni buon conto al costume e sono state persino il motore, la fotografia della società, melodie che si avvinghiano a chi le ascolta per diventare una sorta di codice genetico intergenerazionale: tutto questo è racchiuso in quei motivetti, e sono tanti, che hanno saputo attraversare i tempi, fermandosi nella memoria collettiva e resistendo a dispetto dei mutamenti politici e delle rivoluzioni della tecnica, dei tanti muri che cadono, dei tanti muri che si alzano, dei rivolgimenti epocali che si susseguono.
Si tratta di schegge, di vampate di calore che toccano in ugual misura l'anima e l'epidermide: molte di queste canzoni, e compagne di viaggio, hanno una loro stagionalità, concentrate in estate, il periodo in cui hanno conosciuto il loro epicentro. Estate come rigenerazione e incontro, come abbandono e fuga, vacanza, movimento, luce: un modo di volere e intendere la musica, una collocazione ideale che ci rinvia agli anni del boom, a un paese che cambia con gaiezza, sorride ,gioca, si colora. E canta. 

Nell'ultima parte del libro, Gentile cita, in ordine alfabetico, un nutrito numero di canzoni italiane che hanno avuto notorietà dagli anni '60 fino alla soglia del 2000 e accompagna ciascuna con qualche annotazione sul cantante o autore che ne hanno determinato il successo, con eventuali dettagli di contorno.

Io ne ho scelte solo alcune, tutte degli anni '60 , la "mia" stagione, abbinandole alle copertine con cui le ha conosciute il grande pubblico.




Guarda che luna (1959) - Il più ragguardevole successo commerciale di Fred Buscaglione , pervenuto alle zone alte della classifica appena pochi mesi prima di morire in un incidente stradale : il cantante di bulli e pupe, whisky e pistole facili e di un'ironia in anticipo su tutto e su tutti, ha provato a ribaltare il tran tran della canzonetta, con un linguaggio, una vocalità, testi e musiche e arrangiamenti in intelligente controtendenza.



Marina (1959) - Come in una bella fiaba, l'avventura di Rocco Granata riconduce a vicende di emigrazione e al riscatto di una fama, di una gloria conquistate lontano dal paese natio.
Schioccante, veloce, di assimilazione istantanea, sfonderà in molti mercati, arrivando in Italia anche grazie alla versione di Marino Marini. 



Legata a un granello di sabbia (1961) - A conferma della scarsa lungimiranza e della debolezza costituzionale della scatola sanremese, questo fulminante hit di Nico Fidenco venne scartato dalle selezioni per il Festival del 1961: primo 45 giri a superare il milione di copie vendute, diviene uno dei più tipici pezzi del decennio.



Sapore di sale (1963) - Uno dei brani dell'estate per antonomasia, un grande affresco di vita vissuta e di tremiti dello spirito: è dipinto da Gino Paoli, ragazzo genovese baciato in quegli anni dalla musa dell'ispirazione più limpida. Arrangiata da Ennio Morricone, viene presentata al Cantagiro dove gli effetti sono immediati.


Stessa spiaggia, stesso mare (1963) - Una faccia da caratterista per film di serie B, Piero Focaccia piomba sul mercato nel momento giusto, quando ai lamenti e alle nequizie invernali del Festival di Sanremo bisogna rispondere per le rime. Con una canzonetta divertita , una collana di ovvietà compilate da Mogol e Soffici, che pare un jingle per la riviera romagnola, Piero, ex bagnino, ne diviene un autorevole testimonial.



Abbronzatissima (1963) - Una canzone che è una cartolina affrancata e inviata agli italiani di ogni età sotto l'ombrellone: Edoardo Vianello la recapita  con il suo classico stile lieve e ridente, con una sequenza di rime e di richiami invincibili, destinati a passare dai trionfi in classifica alla storia del costume.





Datemi un martello (1964) Rita Pavone ha appena diciotto anni e già si è capito di che pasta  è fatta . I suoi inizi sono strabilianti, con un successo dietro l'altro. Dopo " La partita di pallone" e "Come te non c'è nessuno" è la volta di un paio di cover illustri: "Cuore" (Heart) e "Datemi un martello" (If I had a hammer).





 Amore scusami (1964) - E' una carriera breve ma bruciante quella di John Foster, che dopo un paio d' anni di ottimi risultati scompare dalle scene per riconquistare il suo nome anagrafico, Paolo Occhipinti, poi giornalista alla guida di numerose testate popolari.






 Il mondo (1965) - Il fiore all'occhiello della carriera di Jimmy Fontana, che si avvicina alla musica dal versante jazz, per poi dedicarsi alla canzone. Il Mondo vince al Disco per l'estate e soprattutto riscuoterà attenzioni internazionali, con un centinaio di versioni e traduzioni a tutte le latitudini.




 C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (1966) - Una ballata di aroma folk-beat che fin dalla prima esecuzione diventa sinonimo di pacifismo, di impegno sociale  e civile sul versante giovanile: la si deve a un fiuto sopraffino che ha il vantaggio di non essere solo un prurito, un fremito locale, ma di aprirsi anzi alle tematiche e ai confronti internazionali. Non a caso per lungo tempo l'adotterà anche Joan Baez, tanto da inserirla nella scaletta dei suoi recital, perfino al festival dll'isola di Wight.





Tema (1966) - Trovata ad effetto, nel segno dell'innovazione, che il gruppo milanese proverà a ribadire nel corso dell'intera carriera:
Tema è il primo grande successo dopo alcuni 45 giri promettenti che hanno indicato la qualità dei Giganti. Il quartetto trionfa al Disco per l'estate e vola in classifica con una canzone in cui ogni strofa è affidata a uno dei componenti. 





Riderà (1966) - Antonio Ciacci ( per la storia Little Tony) insieme ai fratelli Alberto ed Enrico, è tra i primi in Italia a battere la strada del rock'n'roll, un vero pioniere del genere dalla metà degli anni '50, quando è un adolescente a combustione rapida. Little Tony debutta a Sanremo con Celentano per la ruspante "Ventiquattromila baci". "Riderà" si piazzerà al secondo posto al Festivalbar.







Io ho in mente te (1966) - Appena superata la metà degli anni Sessanta in Italia si assiste al crescente affollamento di brani e successi di area americana e britannica, che vengono tradotti, adattati e restituiti a nuova vita dalle giovani formazioni emergenti di casa nostra. I più bravi sono senz'altro i modenesi dell'Equipe 84 di Maurizio Vandelli e Victor Sogliani. Con "Io ho in mente te", cover di You were on my mind di Barry McGuire, il gruppo spopola raggiungendo finalmente il meritato successo.




La banda (1967) - Con quella bocca può cantare ciò che vuole, Mina : è il rifacimento gioioso e contagioso di Chico Buarque de Hollanda, uno dei più geniali cantautori brasiliani. Lanciato attraverso il programma "Sabato sera" di cui Mina è l'impagabile padrona di casa, il brano riscuote favori unanimi, ribadendo la clase della cantante, artista superiore, alla prese con ogni materiale.




 Sognando la California (1966) - Stanno muovendo i primi passi i Dik Dik, e subito al secondo tentativo vanno dritti alla meta: sublimi mediatori tra gli hit in arrivo dagli Stati Uniti e il gusto ancora sempliciotto degli italiani, sapranno bene come cucinare i piatti per il pubblico di casa. Ecco allora l'adattamento della clamorosa "California Dreaming" dei Mamas and Papas.






Azzurro (1968) - Un grande classico della musica italiana di tutti i tempi, tra i pezzi più pregiati del guardaroba di Paolo Conte, ai tempi della sua attività d'autore per conto terzi. A valorizzarla da par suo ci pensa Adriano Celentano.




 Torpedo blu (1968) - Un tocco tra i più felici del Gaber che si sta avviando dal genere leggero e fresco, verso le sponde del teatro-canzone : gli cambierà la vita di artista nel decennio successivo.
Torpedo blu  è un 45 dal gusto amenamente retrò, grazie anche al contributo di Leo Chiosso che ricordiamo già partner nelle migliori composizioni di Fred Buscaglione, forse il massimo successo commerciale di Gaber, amatissimo in questa fase della carriera.



  
Acqua azzurra, acqua chiara (1969) - Lucio Battisti è già un grande, ma ancora non ha toccato i vertici della popolarità di massa: gli riuscirà con questa intuizione firmata insieme a Mogol.
"Acqua azzurra, acqua chiara" esce a giugno, ad anticipare l'estate, con quel refrain tonico e rinfrescante che si innesta su un testo in cui è prepotente il sentimento, l'eterno fronteggiarsi, l'inseguimento tra uomo e donna, immerso in un arrangiamento lussureggiante.



Ricordare tutti i successi di quegli anni è davvero impossibile, perciò mi fermo qui, ma se avete voglia di leggere questo libro da cui ho tratto i commenti che accompagnano le copertine, ciascuno potrà trovare le canzoni più care, quelle che restano scritte per sempre nella memoria e nel cuore. 

1 commento:

  1. Un tuffo nel passato...un po' di nostalgia...
    Loredana

    RispondiElimina