sabato 27 luglio 2013

Tante crocette nel cuore 3

Sfogliando ora la montagna di materiale raccolto in quegli anni, mi chiedo quale smania ci avesse preso...a me ,a  Dindi, a quel ristretto gruppo di amiche che condividevano il nostro interesse per il punto croce; la prima di noi che acquistava una rivista o un libro si preoccupava immediatamente di fotocopiarlo integralmente perché tutte ne avessero una copia, coinvolgendo a volte anche i mariti più disponibili...
A questo proposito apro una parentesi per riportare quanto si legge in questo libro, uno dei tanti  acquistati proprio in quegli anni.

"Le origini del ricamo sono molto antiche. Si sa che già nell'antico Egitto si faceva uso di ricami e anche i Bizantini erano grandi esperti in questa arte, anche se solo per adornare le vesti degli Esarca, Governatori residenti a Ravenna, mandati in Italia dagli imperatori bizantini.
Il loro governo durò fino al 751. In epoca successiva anche Botticelli, come ricorda il Vasari, creava cartoni per i Maestri Ricamatori del suo tempo e come lui il Pollaiolo, il Ghirlandaio, Raffaellino del Garbo, ricamatore lui stesso fino all'età di 26 anni, e tanti altri.
Fino al XV secolo i ricamatori a Firenze erano iscritti nell'importante "Arte della Seta", corporazione cui appartenevano solo uomini ed appartenervi era indice di grande professionalità.
Solo nei secoli successivi il ricamo passò nei conventi e divenne sempre più oggetto di lavoro e di diletto femminile.
Anche in Inghilterra, ai tempi di Elisabetta I, le corporazioni dei ricamatori erano esclusivamente maschili.
Ancora oggi molti uomini si dilettano ricamando, trovando il ricamo un passatempo estremamente rilassante e coinvolgente." 

Ma chiudiamo la parentesi, per tornare al nostro beneamato punto croce.
Come dicevo ieri, nella seconda metà degli anni '90, anche in Italia ci fu una grande produzione di materiale per questo tipo di ricamo, sia  per quanto riguarda i soggetti da realizzare, sia per quanto riguarda i filati.
Cifre e alfabeti in particolare diventarono una fonte di ispirazione inesauribile






Nessun angolo della casa veniva risparmiato , tovaglie, lenzuola, copriletti,  strofinacci, tende, tappetini, cuscini... e come se ciò non bastasse si arrivò a pubblicare l'Enciclopedia degli Alfabeti in ben 6 Volumi!! (inevitabilmente acquistati...)














Sarà per questo che l'indice di alfabetizzazione nel nostro Paese in quegli anni salì alle stelle??!!??

A parte la delirante abbuffata di alfabeti (quelli che ho mostrato sono solo una minima parte di quelli raccolti in numerosi faldoni, come può testimoniare Dindi), nel valutare a ritroso quegli anni, a mio parere, la vera grande "pensata" fu l'invenzione dei kit. Per chi ancora non lo sapesse, il kit è una busta di plastica di dimensioni ridotte che contiene tutto ciò che occorre per realizzare un sampler o altro a punto croce: il tessuto nel quantitativo necessario, i fili da ricamo nei colori e nei quantitativi necessari e lo schema per l'esecuzione, e ovviamente l'immagine che mostra il lavoro finito. Questa soluzione comportava un notevole risparmio perché consentiva di evitare gli sprechi e di ottimizzare i consumi.

I primi arrivavano dall'America, quantomeno i primi che ho realizzato.  Le dimensioni variavano e proporzionalmente i costi e i tempi di realizzazione.








La fine del secolo si stava avvicinando. Stava per iniziare addirittura un nuovo millennio. Poteva il punto croce restare insensibile ad un evento epocale? Ve lo dico domani.

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