mercoledì 17 luglio 2013

Storie di regine

Se il royal baby di cui tanto si parla in questi giorni fosse femmina, come sostiene la maggior parte dei più accaniti scommettitori inglesi, grazie a una recente legge varata dal Parlamento , sarebbe la prima donna nel suo paese a godere di parità di diritti tra i pretendenti al trono; in altri termini non sarebbe più costretta a mettersi in coda ai pretendenti di sesso maschile.
La questione è importante soprattutto in un'ottica di civiltà e progresso; da un punto di vista pratico mi pare che abbia poca rilevanza, visto che al momento la corona è saldamente sul capo di una bisnonna ultraottantenne. Ne dovrà passare di acqua sotto i ponti prima di vederne gli effetti... sempre che il royal baby sia femmina.
 
Navigando sul filo di questo argomento (il caldo causa insonnia notturna e a qualcosa bisogna pur pensare) mi sono ritrovata a percorrere a ritroso la storia della monarchia britannica e a individuare le figure femminili che l'hanno resa famosa molto più di quanto abbiano saputo fare i pur coronati maschietti.
 
In particolare mi sono divertita a curiosare nella vita di due regine che sono diventate il simbolo dell'epoca storica in cui regnarono, la regina Elisabetta I e la regina Vittoria.

Quando mia madre voleva esprimere compiacimento per le attenzioni che le venivano prestate diceva " mi hanno trattata come una regina", ma a quanto pare, la vita di queste due regine non è stata tanto  facile nè comoda. 

Partiamo da Elisabetta I:




Nata a Greenwich nel 1533, figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, a soli tre anni perde la madre, decapitata sotto l'accusa di adulterio e stregoneria da parte del marito, che in realtà decide di liberarsi di lei per convolare a nuove nozze.
Elisabetta viene dichiarata illegittima, perde il titolo di principessa e viene cresciuta in esilio nel palazzo di Hatfield con la sorellastra Maria, fintanto che la nuova moglie di Enrico non dà alla luce un figlio maschio, Edoardo, che nel 1547 alla morte del padre, gli succede al trono con il nome di Edoardo VI. Maria ed Elisabetta guadagnano di nuovo il rango di principesse legittime, perciò, quando nel 1553 a soli sedici anni Edoardo muore, gli succede Maria.
Tra le due sorellastre non corre buon sangue tanto che, durante il regno di Maria, Elisabetta viene tenuta prigioniera nella torre di Londra, perché sospettata di complottare con gli oppositori della politica religiosa della regina, fervente cattolica.
Nel 1558 Maria Tudor muore senza figli per un tumore ed Elisabetta sale al trono, godendo di una popolarità di gran lunga maggiore di quella della sorella.




 

 In Europa in quegli anni imperversano continui conflitti politici e religiosi. Elisabetta si affida ad una politica prudente ed equilibrata, esente da colpi di scena e da imposizioni violente, ma non per questo meno oculata ed efficace. 
Nel 1559 promulga l'Atto di Uniformità con cui rimette in vigore il Book of Common Prayer, il libro di preghiere ufficiale della Chiesa Anglicana e, quattro anni dopo, l'Atto di supremazia, con cui ristabilisce l'autorità della corona sulla Chiesa, liberandosi da ogni influenza della Chiesa romana.

 


 
In politica interna Elisabetta deve affrontare i problemi connessi alla presenza sul trono scozzese della regina cattolica Maria Stuat che ritenuta responsabile di alto tradimento viene infine condannata a morte e decapitata nella Torre di Londra.
In campo internazionale il suo rivale di sempre è il cognato cattolico Filippo II di Spagna. Contro di lui lo scontro inizia sotto forma di attacchi corsari e contrabbando ai danni di navi e colonie spagnole, fino allo scontro frontale con la flotta spagnola, l'Invincibile Armata, nel 1588.Nelle acque della Manica la più potente flotta d'Europa viene attaccata e vinta dalla più piccola ma più efficiente e meglio organizzata flotta inglese.
Iniziava così il definitivo declino della potenza spagnola e l'ascesa dell'Inghilterra come potenza militare, mercantile e marinara.

 
 

 
 
Elisabetta regnò ancora per quindici anni e morì nel marzo del 1603. Per tutta la sua vita evitò il matrimonio, tanto che le fu attribuito l'appellativo di Vergine regina.
Ebbe certamente qualche relazione amorosa più o meno chiacchierata, ma rifiutò qualsiasi legame stabile evitando alleanze che potessero rivelarsi sbagliate.
La sua epoca, denominata età elisabettiana, fu anche un periodo di straordinaria fioritura , artistica e culturale : William Shakespeare, Christopher Marlowe, Ben Jonson, Edmund Spencer, Francis Bacon sono solo alcuni degli scrittori e pensatori che vissero durante il suo regno.


 
 
 
A domani, con la regina Vittoria.

 
 
 

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