martedì 7 gennaio 2020

Pigne e pumi




La pigna possiede una lunga tradizione iconografica e simbolica risalente alle civiltà più antiche del mondo, lo ritroviamo, infatti, nell’antico Egitto, in Babilonia e in Grecia quale immagine del divino e dell’immortalità.
Questo legame con l’immortalità e l’eternità, è dovuto soprattutto alla sua associazione con l'albero della vita. 
 Questo specifico significato simbolico è proposto soprattutto nell’arte figurativa cristiana.






Essendo un frutto generato da un sempreverde, la pigna simboleggiava la forza vitale e l’eternità, mentre per l’abbondanza dei suoi semi era un chiaro richiamo alla fecondità e alla forza generatrice di vita.
Avendo un’accezione molto positiva, è consuetudine regalarla. Nella tradizione contadina si adornava la camera da letto degli sposi con le pigne per augurare la formazione di una famiglia numerosa.






In Sicilia questa tradizione è molto sentita così che la pigna in ceramica è presente in quasi tutte le abitazioni: sui pilastri posti all’entrata, sui balconi o all’interno delle stanze. I più superstiziosi la utilizzano addirittura come ferma documenti sulle scrivanie degli uffici, prediligendone il colore rosso o giallo.






Scendendo a Sud della Puglia, verso il tacco dello stivale d’Italia, è facile trovare sui balconi dei centri storici delle città, un oggetto particolare: il pumo salentino. Simbolo indiscusso della città di Grottaglie, in provincia di Taranto, questo particolare accessorio decora le facciate dei palazzi, i corrimano e i balconi pugliesi da tempo immemore. Esiste da secoli, in Puglia, l’usanza di tenere in casa o sui balconi oppure in giardino un pumo (oppure pomo), che ricorda una pigna ma si ispira alle foglie di acanto.




A quanto pare la leggenda vuole che questo sia un elemento portafortuna ma attenzione: non va comprato per sè, deve essere assolutamente regalato, solo in questo caso è di buon auspicio e favorisce le nuove iniziative, efficace per intraprendere nuove strade, iniziare qualcosa, dare la vita ad un nuovo progetto.




L’origine del termine è antica: deriva dal latino pomum, cioè frutto, e si ricollega al culto della dea Pomona, antica divinità romana dei frutti non solo di quelli che crescono sugli alberi, ma anche dell’olivo e della vite. La forma dei pumi in ceramica attinge a quella dei boccioli che stanno per schiudersi e per far fiorire una nuova vita. Infatti i pumi sono simbolo di prosperità e di fecondità. Questi significati simbolici molto radicati nella cultura tradizionale pugliese spiegano la presenza numerosa di questi elementi sulle facciate dei palazzi signorili o anche delle masserie.



Negli ultimi decenni si è affermata anche la forma del pumo a pigna, con la superficie non completamente liscia ma scabra, appunto come quella di una pigna. Oggi il pumo (o pomo) viene chiamato anche pigna e viceversa.

 (Da un articolo realizzato da Rita Diliddo)

Qui da noi questa usanza non è molto sentita; le pigne vengono usate principalmente per le decorazioni natalizie.
























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