venerdì 2 febbraio 2018

I libri sotto l'albero





Nel cesto dei regali sotto l'albero di Natale non potevano mancare i libri, quelli "programmati" ( mi piacerebbe leggere...), quelli quasi scontati ( è uscito l'ultimo best seller di...), quelli a sorpresa (non pensavo che avrei letto un libro di..), tutti sempre e comunque graditi.

Alcuni si prestano a essere letti tutti d'un fiato, altri necessitano di pause, altri ancora offrono per lo più immagini e basta sfogliarli per lustrarsi gli occhi.
Mi ci vorrà un po' di tempo per leggerli tutti, ma qualche idea me la sono fatta.






Mi ero imbattuta in questo libro casualmente, qualche tempo fa, mentre cercavo in rete non so più cosa, e la presentazione aveva attratto la mia attenzione. Prometteva di essere una sorta di passeggiata nel verde per conoscere i pensieri di una dozzina di grandi autori e autrici nei confronti di " ciò che vive, cresce e muore".
Già lo immaginavo nella libreria accanto al Diario di campagna di una signora inglese del primo novecento di Edith Holden, a Scrittrici in giardino di Adele Cavalli, a Il giardino di Elizabeth di E.Arnim, a Il giardino di Virginia Woolf di C.Zoob , a Ho coltivato il mio giardino di Marella Agnelli, tutti libri da me molto apprezzati.

Sulla copertina lo si definisce un gioiello di libro, da leggere tutto d'un fiato: che sia un gioiello posso convenire... ma per leggerlo d'un fiato forse ci vuole più materia grigia di quanta sta nella mia zucca...
Ho apprezzato l'introduzione che racconta l'antico legame tra natura e filosofia e spiega come il giardino rappresenti da sempre la sintesi tra uomo e natura ; in alcune delle singole sezioni invece ho faticato a comprendere le analogie  tra  il giardino e il pensiero, filosofico e non, dei vari autori.

Non è stata comunque una lettura inutile, se non altro perché mi ha fatto conoscere un dipinto di  Vermeer ," Veduta su Deft",  considerato da Proust , e non solo, il più bel quadro del mondo





Ho sempre amato le rose, forse perché mi ricordano il giardino della mia infanzia, e chi mi conosce lo sa bene, perciò nella cesta dei regali non poteva mancare un libro sull'argomento :







Anche questo troverà buona compagnia sullo scaffale dei libri , accanto a quelli che lo hanno preceduto, e sarà sicuramente utile per scegliere, tra le infinite varietà di rose che sono state create,  quelle che più si adattano al mio giardino . Libri come questi, così come le immagini che contengono, non invecchiano mai.







Da qualche tempo sto cercando di imparare a leggere i libri sul mio kindle, una cosina leggera, maneggevole... peccato che non sappia di carta stampata e non ci siano pagine da girare quando arrivi all'ultima riga...a volte mi ritrovo a compiere meccanicamente gesti ripetuti per tanti anni, prima di rendermi conto di quanto siano inutili... Certo che di fronte alle 550 pagine dell'ultimo best seller di Dan Brown e al relativo peso (850 grammi !!!), il kindle ha guadagnato punti.
 
Vista la sua "consistenza fisica" , Origin non è certo il libro da leggere mentre giri il risotto in pentola, ma ti aspetti che quanto meno valga il disagio dell'indolenzimento ai polsi , invece...
Ho letto con piacere i primi capitoli che promettevano un seguito davvero interessante, poi gradualmente  la storia si è sgonfiata, tra l'inverosimile e il prevedibile.
Dan Brown sa fare indubbiamente il suo mestiere, ma il personaggio ricorrente , il professor Robert Langdon , sta perdendo lo smalto.
Da Il Codice da Vinci in poi, ho letto tutti i libri che lo vedono protagonista di intricate vicende, ma ora mi rendo conto che la sua mente brillante e le sue conoscenze dell'arte e della scienza non mi incantano più.
 
Credo che sia la sorte di tutti i successi letterali in serie. Anni fa era capitato con Wilbur Smith e con altri autori meno noti che dopo il terzo successo non convincevano più.
Ho comprato l'ultimo libro di Ken Follet, uno dei miei autori preferiti, ma non ho ancora iniziato a leggerlo nel timore che possa deludermi...
Beh, se sarà così, me ne farò una ragione e mi metterò in cerca di nuovi amori letterari.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




1 commento:

  1. Di Ken Follett ci si può ancora fidare...vai tranquilla!

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