giovedì 20 aprile 2017

Le cabinet de curiosités

Da qualche tempo nello sfogliare le riviste di arredamento  trovo spesso riferimenti al cabinet de curiosités . Ovviamente non è difficile comprendere il significato letterale del termine, tuttavia mi è venuta voglia di saperne un po' di più sull'argomento.
 
 
 
 
Nel XVI e XVII secolo il cabinet de curiosités indicava un luogo in cui si collezionava e si metteva in mostra una gran quantità di oggetti rari e poco conosciuti in rappresentanza dei tre regni : animale, vegetale e minerale.
Con il moltiplicarsi delle esplorazioni e la scoperta di nuove terre nel XVI secolo, molti principi, uomini di cultura o semplici appassionati, iniziarono a collezionare le curiosità che arrivavano dai nuovi mondi: c'erano pietre, fossili, animali impagliati, conchiglie, erbe, insetti, corna, ecc.
Il cabinet de curiosités divenne una sorta di microcosmo in cui collocare oggetti provenienti dalla terra, dal mare e dall'aria accanto ad altri creati dall'uomo.
 
L'obiettivo di questi "curiosi" non era tanto  quello di accumulare o classificare la totalità degli oggetti prodotti dalla natura e dall'uomo come faranno gli Enciclopedisti del XVIII secolo, quanto piuttosto quello di penetrare i segreti più intimi della natura con ciò che appariva più fantastico. Nel collezionare gli oggetti più bizzarri che lo circondavano, il curioso aveva la sensazione di poter cogliere il processo creativo del mondo e di esserne parte integrante.
 
I cabinets de curiositès, conosciuti anche come Wunderkammer o studioli,  altro non erano che gli antenati dei musei e degli orti botanici che oggi conosciamo, e segnarono un passo fondamentale per una conoscenza più "scientifica" del mondo.

 
 
 
Naturalmente variavano nella dimensione : alcuni nascevano alla corte di principi e personaggi famosi, come quello di Rodolfo II d'Asburgo, di Federico Augusto il Forte, re di Polonia, di Maria Luisa de' Medici o di Mazzarino, altri venivano gestiti a livello amatoriale.
 
 
 
 
Con il trascorrere del tempo i cabinets de curiosités vennero raggruppati presso le grandi Università e riorganizzati con metodo scientifico trasformandosi in veri e propri Musei.
 
 
 
 
 
Il cabinet  non indicava solamente un ambiente particolare , ma poteva indicare anche un mobile, in  cui raccogliere oggetti interessanti.
 
Conosciuto anche nella sua accezione tradizionale come "Stipo", consisteva in un mobile contenitore, spesso assemblato in doppio corpo, nato a Firenze negli ultimi anni del '500, che nella parte superiore ricordava una scatola o una piccola architettura, ricca di cassetti e scomparti, alcuni dei quali segreti.
 
Come il fratello maggiore anche il cabinet/stipo ebbe successo nel '600 e nel '700, realizzato in essenze e materiali pregiati con le fogge più strane: come a tempietto ad esempio, con lacche cinesi, dorature, smalti, intagli, ecc.
Si dice che Mazzarino fosse un tale estimatore di questi stipi da possederne diversi, commissionati ad artigiani fiorentini e impreziositi da applicazioni in pietre dure, avorio e tartaruga.

 
 
 
E oggi ??? Oggi in certe abitazioni private sopravvive il cabinet de curiosités  in forme più sofisticate, con esposizione di oggetti non comuni certamente, senza però l'intento di suscitare meraviglia a tutti i costi: al posto della lepre impagliata ci sarà una piccola collezione di vecchi argenti, un capo d'abbigliamento vintage, un attrezzo da cucina ormai in disuso ma opportunamente restaurato, messo lì con nonchalance sul tavolino del salotto, oggetti spesso ritrovati nei mercatini oppure, come accade nelle grande città, a Parigi,Londra,Milano, in negozi specializzati in brocante e non, che, come novelli esploratori, hanno il fiuto giusto per offrire al pubblico ciò che desidera.
 
 
 
 
 

 

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