martedì 13 maggio 2014

Il tasso barbasso

Lilia ci ha fatto notare come nelle ambientazioni illustrate da Felicita Khun del magico mondo dei boschetti e dei prati non manchi mai il tasso barbasso.









Da parte mia conosco un Tasso, che di nome fa Torquato, che si è guadagnato un posto di riguardo nella letteratura italiana, così come conosco un tasso sempreverde, usato tra l'altro per allestire maestose siepi e creare pregiate sculture di arte topiaria;  ma questo tasso barbasso  è forse solo un buffo nome di fantasia ? A quanto pare no, il tasso barbasso è una pianta molto diffusa, con tutte le carte in regola.




Pianta erbacea delle Scrophulariaceae, di aspetto variabile, il coloro bianco- giallastro è dovuto allo strato di peli argentei, raggruppati in ciuffi appiattiti che la ricoprono, i fusti sono eretti, rigidi, talvolta ramosi, alta sino a 120 cm.



 

I fiori gialli sono raggruppati in fascetti di 6-7 elementi all'ascella e formano una lunga spiga apicale ; vivono soltanto un giorno e sono costantemente sostituiti da nuovi elementi.



Il tasso barbasso è presente in tutto il nostro territorio nazionale, isole comprese, sino a 1.700 m. Lo si trova in habitat incolti, bordi stradali, campi ruderali; è una pianta che tollera una vasta gamma di condizioni, compresi i terreni aridi e sassosi.













Il termine Tasso Barbasso deriva dal latino barbascum, che significa peloso e ispido, proprio per indicare la fitta peluria che ricopre le foglie della pianta.
In passato le persone più povere erano solite servirsi delle foglie del Tasso Barbasso per fasciarsi i piedi, in maniera tale da isolarli dal freddo e proteggerli; a volte realizzavano delle specie di guanti per riparare le mani durante i lavori pesanti e che potevano comportare ferite e tagli. Per questo il Tasso Barbasso è considerato il simbolo del rimedio.

 




 Il Tasso Barbasso trova posto tra le piante officinali.
Per via interna  ha proprietà emollienti ed espettoranti. E' un ottimo rimedio per la tosse, le faringiti, le tracheiti e le bronchiti di varia natura. Il cataplasma delle foglie trova impiego per geloni ed emorroidi.

A proposito di piante officinali ho letto che alcuni semi, o capsule contenenti semi, hanno la capacità di sopravvivere inattive per tempi molto lunghi. Infatti pare che alcuni archeologi inglesi , nell'occuparsi degli insediamenti monastici dell'epoca di Enrico VIII, abbiano fatto una scoperta molto interessante. Mentre lavoravano sul terreno di un'abbazia abbandonata da secoli, hanno visto spuntare dalla terra smossa per le loro ricerche delle piante...medioevali. Fra le altre "un'erba guada", citata nelle antiche cronache del monastero, e dalla quale si estraeva un colorante, e il tasso barbasso, un'altra erba il cui fusto serviva ai monaci per fabbricare gli stoppini delle candele e delle lanterne a olio.


Il tasso barbasso nei tempi antichi era chiamato anche "candela regia" perchè era usato come candela durante i funerali; per i Cimbri era chiamato "incendio del cielo", perchè un'antica leggenda narrava che il fulmine cade sulla casa di colui che strappa un verbasco.



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