sabato 1 giugno 2013

Dalle parti di Oscar Wilde









Oscar Fingal O'Flahertie Willis Wilde, celebre poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese, nacque a Dublino nel 1854 e condusse una vita stravagante e  a dir poco sregolata, in giro per il mondo,  fino alla morte avvenuta in povertà a Parigi nel 1900.
E' stato indubbiamente un personaggio molto chiacchierato, ma quello che di lui qui mi preme ricordare sono le sue fiabe e altre storie che Wilde scrisse per divertire, commuovere e far riflettere i suoi figli. 
 
 
 
 
Come si legge nell'edizione Oscar Mondadori di Il principe felice e altre storie "con queste squisite fiabe Oscar Wilde raccontava loro qualche cosa di più che storie di principi, giganti e usignoli, soffermandosi piuttosto sulla vita e sul modo giusto di viverla, e nel fare ciò poneva in esse tale e tanta tenerezza da renderle indimenticabili. Si tratta in effetti di fiabe senza età che sembrano scritte per chi è o è stato fanciullo nel più completo senso del termine ed è abbastanza saggio o fortunato da aver conservato un poco dell'incomparabile freschezza che da sempre contraddistingue l'infanzia". 
 
In questi giorni ho letto, in alcuni casi riletto, le fiabe e i racconti di Oscar Wilde ricavandone una inaspettata sensazione di benessere. Mi ha incantato la versatilità creativa dell'autore nell'immaginare situazioni e personaggi assolutamente inediti, la capacità di creare atmosfere particolari con quella prosa così scorrevole , curata e a tratti sferzante e impertinente, coinvolgente al punto da sentire quasi il bisogno di leggere ad alta voce come per raccontare a un invisibile ascoltatore.
 
La prima raccolta di fiabe, "Il Principe felice ed altre storie", fu pubblicata nel 1888 (comprende "Il Gigante egoista", "L'amico devoto", "Il Ragguardevole Razzo" e "L'usignolo e la Rosa") mentre la seconda ""Una casa di  melograni" uscì nel 1891 e comprende "Il Giovane Re", "Il compleanno dell'Infanta", " Il figlio delle stelle" e "Il pescatore e la sua anima".
Forse, a pensarci bene, le storie di Oscar Wilde, specialmente quelle della seconda raccolta, al di là del racconto in sé,  sembrano più dirette a un pubblico di ex-fanciulli, in grado di cogliere, oltre alla spesso malinconica vena poetica, la sua sottile e pungente ironia nei confronti del falso moralismo dell'epoca vittoriana.
Oscar Wilde era un esteta , perciò così come curava la sua prosa, dato il suo grande interesse per le arti figurative, prestava molta attenzione anche all'aspetto grafico e alla rilegatura dei suoi libri.
Per  le illustrazioni di Il principe felice ad esempio , Wilde si rivolse a Walter Crane, di cui parleremo in un altro post, pittore a olio e acquerello noto soprattutto come illustratore di libri per l'infanzia.
 
Al di là di ogni valutazione critica, di fatto alcuni dei racconti di Oscar Wilde sono entrati molto presto nelle antologie scolastiche di mezza Europa e in lingua originale sono diventati un ottimo strumento per l'apprendimento della lingua inglese.
 
Io non ricordo di aver letto da bambina le fiabe di Oscar Wilde, l'ho fatto più tardi, eppure negli anni '50 c'erano in circolazione nelle collane per bambini edizioni rivedute e semplificate quanto meno di Il principe Felice e Il figlio delle stelle, tanto che un paio d'anni fa la nostra Claudia ne ha fatto un bella pps.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 





 

































Per chi volesse gustarle in versione originale, le fiabe di Oscar Wilde  si trovano in libreria per pochi euro e alcune sono pubblicate integralmente su alcuni siti  internet, perciò vi suggerisco di leggerle, non sarà tempo buttato. 

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