domenica 27 aprile 2014

Storie al femminile


La recensione fatta da Paola del film "i segreti di Osage county" e il commento di Lilia, mi hanno fatto tornare  alla mente un paio di vecchi film che mi hanno  colpito e che non ho dimenticato. Sono racconti tutti al femminile, ma certamente non sono film femministi. Non ho mai apprezzato le scalmanate che urlavano contro i maschi, quando ero giovane, perchè ho sempre pensato che come ci sono donne eccezionali, così ci sono anche  uomini in gamba e lo stesso vale per le persone grame: ce n'è di tutti e due i generi. Penso che la collaborazione fra i due sessi sia il modo migliore per completarsi e per vivere bene.
Per storie al femminile intendo racconti fatti da donne sulla loro vita e i loro sentimenti. Di solito sono film per donne perchè gli uomini si stancano a questo genere di racconti e non li apprezzano. Nei due film di cui parlo gli uomini non fanno una gran bella figura, ma non è il caso di generalizzare: la vita è molto più varia....

 Non so se esistano, per contro, film di uomini, per uomini. Se ce ne sono, o non li ho visti, o non mi hanno colpito tanto da ricordarli. Se qualcuno ne conosce, mi renda edotta, per favore!





Elena è una donna di mezza età che vive con le due figlie, la figlia della sorella Claudia, attrice che vive a Roma, una governante con la sua bambina e un vecchio zio rimbambito in una cascina in Toscana.  Un giorno arriva suo marito Leonardo, dal quale è ormai separata da anni, per proporle un affare che lei, consultatasi con il suo amministratore e amante Nardoni, non accetta. Leonardo, economicamente rovinato, ha appena il tempo di disperarsi prima di morire in un incidente automobilistico. Al funerale si fa viva Lolli, l'amante di Leonardo, a cui lei aveva prestato una forte somma. Elena decide di vendere la tenuta, pagare i debiti del marito e  stabilirsi a Roma, ma proprio nel momento in cui sta per concludersi l'affare, la cascina si popola: arrivano la figlia Franca, incinta di un fidanzato che ha deciso di lasciare, la sorella Claudia,  che ha abbandonato il suo uomo,dopo aver scoperto un suo tentativo di sedurre la nipote, Lolli, sull'orlo della bancarotta, lo zio pazzo, scappato dalla casa di cura e Fosca, la governante, che avrebbe dovuto raggiungere il marito in Australia e che rinuncia avendo scoperto che quello si è fatto là un'altra famiglia. Elena non si disferà più della cascina: anzi essa diventerà la nuova casa di tutte queste donne deluse dalla vita e dagli uomini.

Il film è un sapiente impasto di toni drammatici, umoristici e addirittura grotteschi. Il cast è superlativo: Liv Ullman, Catherine Deneuve, Athina Cenci, Giuliana De Sio, Stefania Sandrelli, Lucrezia Lante Della Rovere, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Bernard Blier, Paolo Hendel . Nessuna attrice è protagonista a scapito delle altre perchè tutte hanno un ruolo importante nel formare questa famiglia che è essa stessa la protagonista del film. Una famiglia in declino, che troverà la propria speranza in un futuro migliore proprio nella forza di queste donne, che accettano la debolezza, l'egoismo e l'assenza dei loro uomini e vanno avanti con coraggio, sperando che il bambino che deve nascere sia ancora una volta una femmina.





Nel piccolo paese di Chinquapin Parishin Louisiana, sei donne dall'età e dai caratteri completamente diversi, si ritrovano nel salone di bellezza di Truvy, tra pettegolezzi e i vari alti e bassi della vita. Tra loro vi sono le amiche/nemiche Claire e Ousier, la ingenua e religiosa Annelle e Shelby (Julia Roberts) che nonostante una grave forma di diabete decide di diventare madre a tutti i costi. Quando Shelby, in seguito alla gravidanza è vittima di una ischemia, muore,le donne si uniscono attorno a M'Lynn, la madre di Shelby, tra lacrime e risate instaurano una formidabile unione femminile, come dei delicati fiori fatti d'acciaio che non si spezzano di fronte alle avversità dure della vita. Robert Harling ha ispirato la sceneggiatura del film alla vita della sorella, diabetica, deceduta per le complicanze derivate dalla gravidanza. Il film è uno stupendo acquarello della vita e delle tradizioni del sud in cui si intersecano le storie delle protagoniste evidenziando la forza morale delle donne che resistono alle avversità più di quanto ci si aspetterebbe dagli uomini.

Anche questo gruppo di donne deve assumersi le responsabilità della vita perchè tutte in un modo o nell'altro, non possono contare sui propri mariti assenti o infantili o egoisti. Insomma sempre immaturi. Ma anche questo film non è amaro, perchè le donne raddrizzano le spalle e fanno quel che che devono, senza recriminazioni e, soprattutto, continuando ad amare i loro compagni.
Il cast è un'altra volta di tutto rispetto: Sally Fields, Dolly Parton, Shirley McLaine, Olimpia Dukakis, Daryl Hannah, Julia Roberts, Sam Shepard, Tom Skerritt, Dylan Mc Dermott, Kevin O'Connor.

Sono vecchi film, ma se vi capita, non perdeteveli!


Il bastone da passeggio







Nell'atrio di casa mia tengo questa piccola rastrelliera con alcuni bastoni da passeggio. Tempo fa mi era venuta voglia di collezionarli, poi ci ho ripensato e così sono rimasta con questi pochi oggetti, certamente non preziosi, ma comunque cari perchè mi ricordano persone  e luoghi particolari.

Quella del bastone è una storia molto lunga, perchè è stato il primo accessorio utilizzato dall'uomo non solo per scopi strettamente funzionali, ma anche per esprimere il potere.




E' stato attributo irrinunciabile delle antiche divinità greche come Zeus, Era , Afrodite, Hermes e viene descritto nelle mani di personaggi omerici, come Priamo, Achille, Menelao e Agamennone.

Il bastone è stato il supporto per affrontare le asperità del cammino, il bordone che accompagnava il viaggio del pellegrino.








e come bastone da passeggio entra a far parte della storia della moda e dell'eleganza. Tra il '700 e l'800 viene considerato un indispensabile complemento dell'abbigliamento maschile.




 












   
 Da antico simbolo di potere il bastone di trasforma in preziosità da esibire.
L'impugnatura in particolare assume un'infinita varietà di modelli. Nel Settecento si va dalla conchiglia alla foglie d'acanto, nell'Ottocento ci si ispira al mondo animale, in particolare alle teste di cane.











I materiali si fanno sempre più preziosi, argento, avorio, a volte pietre dure incastonate. Celeberrimo quello appartenuto al re Federico II il Grande di Prussia, col fusto in canna di malacca chiara e l'impugnatura in oro rosso cesellato, decorata con una scena agreste blu smaltata di Delft.

Spesso il bastone , oltre ad avere la funzione tradizionale, serviva a celare oggetti che il gentiluomo o la gentildonna desideravano portare con sè. Nascono così i bastoni con "segreti" nascosti nell'impugnatura : carte da gioco in miniatura , dadi, sigarette fiaschette da liquore, cannocchiali, set da trucco , oppure capaci di trasformarsi in sgabelli, canne da pesca, strumenti musicali...







 Il dandy è uno degli ultimi che, a malincuore, ripone il bastone da passeggio , tuttavia nel momento in cui  esce di scena come componente d'abbigliamento, esso diventa un prezioso oggetto da collezionismo, conservando così un'eterna giovinezza.







sabato 26 aprile 2014

Le piante portafortuna





La superstizione dice che esistono oggetti, piante, animali, cibi, colori, nomi, eccetera che portano fortuna. Naturalmente non esiste nessun fondamento a queste credenze, però può essere simpatico scoprire quali sono questi portafortuna e cercare di capire la ragione di questa nomea. 
Erbe e piante non sono esenti da tutto ciò e il più famoso fra di loro, ad attirare la buona sorte  è il quadrifoglio, che è un'anomalia del trifoglio.
Il termine Trifoglio deriva dal latino Trifolium che significa costituito da tre foglie, quale è la forma che contraddistingue le foglie di questa pianta. Il trifoglio è da sempre conosciuto per la dolcezza del proprio nettare che attira ogni genere di insetto. Numerose sono le proprietà attribuite al trifoglio e vanno dal potere calmante degli infusi ricavati con le foglie della pianta, utili soprattutto contro i mali di stagione, all'efficacia come antidoto per il veleno. iI trifoglio è considerato il simbolo della fertilità; esso è infatti in grado di sintetizzare l'azoto atmosferico nel terreno restituendo allo stesso la fertilità. 








Gli antichi celti veneravano il trifoglio per via dei suoi tre lobi, poiché possedevano una comprensione della natura che aveva generato molte credenze basate sulle triadi, così come si può notare nel Triskellion, la tripla spirale, la triquetra, il marchio del druido e i vari nodi illustrati dagli artisti celti. La triade indicava sia la divinità che il tempo, che l'equilibrio tra le varie energie, come la mente, il corpo e lo spirito. A un livello più materiale, i popoli d'Irlanda, videro nel trifoglio una fonte di cibo per il bestiame, poichè è molto abbondante su tutto il suo territorio.












Il quadrifoglio è un'anomalia, relativamente rara, del trifoglio bianco (Trifolium repens ), che può presentare eccezionalmente delle foglie composte da quattro piccole foglioline invece che da tre.






Tuttavia il quadrifoglio non va confuso con l'Oxalis tetraphylla o l'Oxalis Deppei, che ha 4 foglioline per morfologia. Le foglie del quadrifoglio sono più arrotondate e allungate; la forma a "cuore" è invece caratteristica delle Ossalidi, sebbene sia quella erroneamente associata nell'immaginario collettivo al simbolo portafortuna e sebbene queste piante vengano coltivate e vendute come quadrifogli, in quanto questo è comunque il nome comune delle due specie.





A causa della sua rarità in molte culture si ritiene che trovare o ricevere in dono dei quadrifogli sia di buon auspicio, tanto che secondo alcune credenze popolari metterne uno sotto il cuscino propizi bei sogni. Sempre secondo altre credenze popolari, ogni foglia rappresenterebbe qualcosa: la prima è per la speranza, la seconda per la fede, la terza per l'amore e, ovviamente, la quarta simboleggia la fortuna. Secondo l'interpretazione irlandese, invece, ogni foglia sarebbe il simbolo di una caratteristica diversa della fortuna, più propriamente: Rispetto - Abbondanza - Amore - Salute
Dal punto di vista spirituale, il quadrifoglio può rappresentare gli stessi significati del trifoglio con la quarta foglia che indica l'uomo o l'umanità.


Attenzione, però! Calpestare un quadrifoglio porta sfortuna.....





Il significato del trifoglio e dei quadrifogli nei sogni indica crescita, guadagno finanziario,  successo,  buona salute e  realizzazione dei propri propositi. Ciò è in gran parte dovuto al suo colore, perché il verde è tipicamente quello che indica raffinatezza, benessere e soddisfazione ( anche il verde è considerato un colore portafortuna). Inoltre, l'odore di trifoglio è dolce e gli studi hanno dimostrato che induce una sensazione di calma, cosa che va ad aggiungere altro simbolismo associato al trifoglio/ quadrifoglio.





Tutti sanno che il quadrifoglio porta fortuna, ma… alzi la mano che sa che la felce “attira” i soldi e che l’iperico, nonostante i suoi bellissimi fiori gialli che allontanano la il malocchio,  è molto velenoso!




Ho trovato che altre piante portino fortuna, ma senza una spiegazione del perchè di tale credenza:

Vischio
A Natale, a Capodanno e per tutto l’anno: il vischio è un intramontabile evergreen da regalare!

Tronchetto della felicità
Gioia e felicità: ecco il buon auspicio che queste foglie verdi e grandi hanno da offrirvi!
Sorbo

I suoi frutti rossi sono una passione per gli uccelli. Procuratevi sorbo, prima di non trovarlo più!
Skimmia
Scenografico, bello e colorato. Le sue bacche rosate sono belle da vedere e da toccare. Avranno lo stesso effetto della lampada di Aladino o no?

Lucky bamboo
Il nome è tutto un programma. Cos’altro aggiungere? Il bamboo fortunato parla da solo.

Ciclamino
E’ la pianta perfetta da tenere in balcone, è un portafortuna dai mille colori!

Bonsai
Richiede cura e dedizione ed è perfetto per un’idea regalo a tutto zen!

E poi:

L'alloro protegge dalle negatività, l'artemisia protegge i rapporti sentimentali, il basilico allontana la povertà anche spirituale, il biancospino propizia felicità e fortuna, il caprifoglio allontana i problemi di cuore, l'erica purifica e protegge, il gelsomino aiuta contro la tristezza e i problemi sentimentali, la genziana conserva la salute, il giglio dona purezza e chiarezza mentale, la ginestra favorisce le entrate di denaro, il girasole porta fortuna e ricchezza, il papavero aumenta il vigore e la forza, la rosa aumenta il proprio fascino e dispone l'amore, il timo allevia le sofferenze.


Insomma, abbiamo capito: circondiamoci di erbe e piante e scopriremo la felicità!!!!

venerdì 25 aprile 2014

Il lino









Il lino è una delle prime specie vegetali ad essere stata coltivata su vasta scala. Particolarmente apprezzato per le proprietà tessili, era usato già dagli egizi diecimila anni fa per confezionare abiti, ma anche per le bende usate per la mummificazione.
Il consumo di semi di lino a fini alimentari e medicinali è probabilmente tanto antico quanto la sua stessa coltura. Riconosciuti come fonte di nutrimento di alta qualità, i semi di lino figuravano nella dieta dei faraoni, e rientravano nella preparazione di numerosi piatti tradizionali etiopi, indiani e cinesi.
Da studi condotti in questi ultimi anni emerge che il seme di lino racchiude numerose sostanze benefiche per la salute, in grado di svolgere un ruolo importante nella prevenzione del cancro.






II lino é la più antica e certo una delle più affascinanti tra le fibre tessili, era largamente coltivata da Egizi, Babilonesi, Fenici ed altri popoli del Medio Oriente. La produzione, la trasformazione e gli usi del lino sono ampiamente documentati nelle tombe, nelle piramidi, e su altri monumenti Presso gli Egizi, il candido lino era simbolo di divina purezza.






Il lino raggiunse la massima diffusione in Europa nel Medioevo, e neppure l'introduzione del cotone da parte degli Arabi, attorno al 1300, arrivò ad offuscarne il predominio. Il lino ha sempre saputo mantenere alto il suo vessillo di fibra naturale di qualità superiore.
Non c'è stilista o industriale dell'abbigliamento di livello medio/alto che non includa il lino nella propria collezione. Anche per i tessuti da arredamento, tovaglieria e nella biancheria da letto, da bagno e da cucina, il lino è sempre considerata la fibra superiore.






I vantaggi del lino



Elevato assorbimento dell'umidità.
Quindi massimo comfort specie nei capi estivi.
La capacità di assorbimento è apprezzabile anche per le lenzuola, le federe, i tovaglioli, gli asciugamani e i fazzoletti.

Più resistente da bagnato che da asciutto.
Il lino può essere lavato quante volte si vuole, cosa importantissima specialmente per i capi d'abbigliamento, per i tessuti di uso domestico e per i fazzoletti.

Bassissima elasticità.
Pertanto i tessuti in lino sono dimensionalmente stabili e non si deformano né con l'uso né con ripetuti lavaggi ad acqua o a secco. Per questa sua preziosa proprietà, il lino é adatto alla realizzazione di tendaggi, tappezzerie murali, tele da pittore e capi d'abbigliamento soggetti a frequenti lavaggi.

Non provoca allergie.
II lino è una fibra naturale che favorisce il benessere dell'organismo. Date le sue caratteristiche di morbidezza, di immediato assorbimento ed evaporazione dei liquidi, dell'eliminazione più rapida del calore e dell'umidità, il lino è particolarmente indicato non solo nella cura delle allergie, ma anche nella loro prevenzione e nell'igiene personale in genere.

"Cade" bene.
Qualità molto importante per tovaglie, tende ed abiti.I coloranti si combinano chimicamente con la cellulosa. Ciò garantisce ai capi tinti una perfetta solidità alla luce, al lavaggio ad acqua, alla pulitura a secco, ecc.
Una prerogativa essenziale per tutti i tessuti, ma specialmente per quelli per abbigliamento e arredamento, che sono spesso in tonalità accese e scure.
( http://www.lino.it/vantaggi.cfm)







Nel linguaggio dei fiori il fiore del lino significa:
Sento la tua dolcezza

Les jardins de la Ballue







A pochi chilometri da Mont St.Michel un universo incantato riserva le sue sorprese a coloro che vi si avventurano. Qui il paesaggio è immerso in quella luce speciale, tipica della Bretagna, amata dagli impressionisti e che ha ispirato tanti pittori.

Incastonato nel verde dei suoi giardini, le Chateau de la Ballue fu costruito da Gilles de Ruellan che aveva acquistato questi terreni nel 1620 e ricostruito successivamente nel 1705.




Il castello, in stile Luigi  XIII, è costruito in granito dorato e i suoi giardini terrazzati esistevano già nel XVIII secolo; si narra che gli stessi abbiano ispirato Francois- René de Chateaubriand.




I giardini alla francese sono stati riprogettati a partire dal 1973 da due architetti, Francois Hébert-Stevens e Paul Maymont.
Il labirinto di verzura è stupefacente ed è stato tagliato in un boschetto di 1500 tassi sulla base di un progetto attribuito a Le Corbusier.
In realtà il giardino è una successione di "stanze" collocate lungo un cammino quasi iniziatico: a un primo giardino geometrico , con i parterres triangolari, i tassi e i bossi modellati, segue un lungo tunnel di tassi neri e glicini diafane che porta a un secondo giardino, passando dall'ombra alla luce.














e poi il boschetto della musica, per ascoltare il canto degli uccelli e il vento che accarezza le fronde degli alberi, il boschetto dei profumi, quello dei misteri e il teatro all'aperto, tante stanze diverse create per sorprendere, emozionare e coinvolgere il visitatore in un gioco barocco con la natura.



























































































Ma se volete vivere fino in fondo l'incanto di questo giardino, sappiete che il castello può ospitarvi in una delle sue cinque stanze, ciascuna delle quali arredata in maniera diversa, e servirvi al risveglio una prima colazione comme il faut!