venerdì 3 agosto 2018

Claudia Giraudo

Segnalatami da Nicoletta Ceresato, vale la pena di conoscerla:





Da www.giraudoclaudia.com:

Fissare sulla tela l’istante in cui il Sogno e la Realtà si compenetrano altalenandosi, sembra essere la priorità attuale per Claudia Giraudo, artista nata nel 1974 a Torino, luogo in cui tuttora risiede e lavora.
Nel 2001 si laurea con il massimo dei voti presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e intraprende il suo personale percorso di ricerca nell'ambito della pittura figurativa.

Il lavoro di Claudia Giraudo, si muove parallelamente su diversi binari di ricerca il cui denominatore comune può essere tradotto nel “gusto della bellezza e della ricerca intimista”, dove il sacro e il profano trovano pace e anzi si sublimano vicendevolmente. E’ la filosofia che fa da specchio alla spiritualità o esattamente il contrario; questo viene rappresentato ora con simbologie esplicite, ora con il silenzio.

Coinvolgendo in parte il vissuto personale, ma caricandolo di un messaggio da decriptare, è come se l’artista parlasse una lingua sconosciuta che lo spettatore deve tradurre alla luce delle proprie personali esperienze e conoscenze. Attraverso i suoi simboli, la Giraudo poggia sulla tela soggetti che, resi messaggeri, ci appaiono eterei, evanescenti, attori.

E come attori inconsapevoli del ruolo che assumono, le figure di Claudia Giraudo si muovono su fondali onirici, quasi a ricordarci che siamo fatti anche noi della stessa materia di cui sono fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

































Non so per quale associazione di idee, io appena ho visto questi lavori, ho pensato alla ragazza con l'orecchino di perla!

mercoledì 1 agosto 2018

Rousham House and Gardens





Rousham House è un residenza di campagna nell'Oxfordshire circondata da un immenso parco. Costruita nel 1635 da sir Robert Dormer, ristrutturata e rimodellata più volte nel tempo, è appartenuta sempre alla stessa famiglia.
 
Quando il nipote di sir Robert ereditò la tenuta ,nella prima metà del XVIII secolo, iniziarono i lavori di ristrutturazione dei giardini , in una interpretazione sempre più naturalistica del verde, secondo la moda del tempo  con la collaborazione di noti architetti paesaggisti dell'epoca.
 
 
 
 
 
 
 
 
Contemporaneamente anche la dimora fu oggetto di notevoli migliorie non solo nel suo aspetto esteriore , ma anche negli arredi, con collezioni pregiate di mobili, dipinti e sculture  di epoca giacobina.
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Quanto al parco, se l'architetto Charles Bridgeman aveva favorito un'atmosfera naturalistica  con sentieri che si perdevano nel bosco e specchi d'acqua che riflettevano il verde degli alberi, William Kent , che lo seguì, preferì creare un paesaggio che richiamasse le glorie e le atmosfere dell'antica Roma, con statue e tempietti di epoca classica.
 
 
 
 


 
 
 
 
 

 
 
 
 

 

 
 
Vicino alla dimora però prevalgono le atmosfere del tipico giardino all'inglese di epoca elisabettiana con aiuole di rose antiche ed erbacee perenni circondate da siepi di bosso accuratamente tagliate e protette da muri di mattoni , insieme a  un'antica colombaia a pianta circolare, a due passi dal  piccolo cimitero parrocchiale dove riposano generazioni di Dormers.